SuperMario come i grandi del passato: con la Nazionale gol al debutto contro Germania e Brasile

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small_130321-222614_ITABRA9Cosa hanno in comune Giuseppe Meazza, Gino Colaussi, Sandro Mazzola, Roberto Boninsegna, Gigi Riva, Paolo Rossi, Alessandro Del Piero e… Mario Balotelli? Poco, a parte il fatto di essere stati (lo è ancora SuperMario) dei grandi attaccanti sia nei loro club che nella Nazionale, alla quale hanno regalato emozioni indescrivibili. Ad accomunarli tutti, però, c’è il fatto di aver segnato alla prima sfida diretta un gol a quelle che sono considerate, insieme all’Italia, le due grandi superpotenze del pallone: Germania e Brasile.

La singolare statistica viene portata alla luce dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, che hanno evidenziato questo minimo comun denominatore tra tali grandi centravanti. Mazzola guida questa singolare classifica, avendo segnato a verdeoro e teutonici a 22 anni e quattro mesi, tre in meno del nostro Balo, che, al momento del gol con cui ha trafitto Julio Cesar giovedì a Ginevra, vantava 22 anni e sette mesi. Ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che nelle partite importanti Mario risponde presente, palesando una freddezza e una concentrazione che pochi hanno. A Balotelli piace stare in Nazionale, lotta, si sacrifica per la maglia del suo paese natale, che lo ha accolto con benevolenza: ma, cosa da non trascurare assolutamente, fa anche egregiamente il suo lavoro di bomber. Il gol segnato alla compagine di Scolari, infatti, è il sesto in maglia azzurra; alla sua età avevano fatto meglio solo Mazzola, con nove gol, Rivera e Del Piero, con sette. Ma SuperMario è un ragazzo determinato ed umile e le sue parole nel post gara dimostrano una maturità mai palesata sinora: “Per la gara di Ginevra mi do al massimo un sei in pagella: ho sbagliato troppi gol, potevamo vincerla“, per poi rispondere a Neymar (che lo aveva definito un “craque“, che in portoghese significa fenomeno): “E’ fortissimo pure lui. E non paragonateci, siamo diversi, ha un altro modo di giocare, ma vi faremo divertire a lungo“.

Prandelli se lo coccola, Allegri si stropiccia gli occhi nel constatare che Galliani e Berlusconi gli hanno messo tra le mani un fuoriclasse, lui nel frattempo ha puntato Malta: vuole dimostrare di saper castigare anche le squadre “piccole”, vuole trascinare il suo paese al mondiale in Brasile per confrontarsi con Messi e Cristiano Ronaldo, magari per dimostrare di essere uno da Pallone d’Oro.