Terzo posto e una trasferta spagnola da pseudo-favoriti, con tutti gli scongiuri: il giovane Milan cresce in fretta

A. Sironi - Caporedattore SpazioMilan.it
A. Sironi – Caporedattore SpazioMilan.it

In estate lo abbiamo visto sgretolarsi sotto i nostri occhi. Ci siamo preoccupati pensando a quanto ci sarebbe voluto per rivederlo convincente e competitivo. Eravamo persino pronti a passare una stagione in apnea tra parte destra e parte sinistra della classifica. C’è stato anche un momento in cui i quotisti hanno aperto scommesse su un eventuale retrocessione in cadetteria. E c’è da dirlo: anche chi fin da subito ha voluto bene a questo Milan sposandone progetto e ambizioni, qualche dubbio, almeno inizialmente, lo ha avuto.

Impossibile non preoccuparsi per una difesa orfana di Thiago Silva e più colabrodo che mai. Impossibile rimanere impassibili e fiduciosi davanti alle sconcertanti ammissioni di paura e sfiducia dei primi mesi. Impossibile non criticare la confusione di un Allegri in balia delle sconfitte. Come impossibile però sarebbe stato pronosticare una maturazione così repentina di due giocatori come De Sciglio ed El Shaarawy oppure l’improvvisa (ma mica tanto) risalita del tenico toscano verso il comando della nave.

“Per tornare a vincere ci vorranno 2-3 anni” ripetono da via Turati. Intanto il giovane Milan cresce a vista d’occhio, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria. Ogni tre punti una dose di sicurezza, ogni 90 minuti un pezzetto in più d’esperienza. Mattoncino dopo mattoncino, come quando si vuole costruire qualcosa di duraturo, con passione, pazienza e anche qualche piccolo grande risultato che si vede all’orizzonte: terzo posto e una buona fetta di qualificazione ai quarti di Champions. Vada come vada, fino a qualche tempo fa tutto ciò era davvero (im)possibile è questa la prima vera vittoria.

Twitter: @arisiro92

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