Robinho, forse Ambro e… Quando Siena-Milan è sinonimo di addio

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ambrosini milan-roma (spaziomilan)Poco meno di una settimana fa era tempo di Siena-Milan. Voleva dire Champions, ma non solo. Per tre titolari su undici quella gara tanto sudata potrebbe anche voler dire addio. Motivazioni e stati d’animo diversi: chi insoddisfatto del proprio utilizzo, chi in scadenza di contratto e chi invece, nonostante attestati di stima e fiducia quasi incondizionata, preferirebbe di gran lunga aprire la finestra e trovarsi sotto gli occhi il mare. Nocerino, Ambrosini, Robinho. Questi i tre indiziati, quelli che più di tutti attualmente sono al centro di voci di mercato che portano lontano da Milano e dal Milan.

Partiamo dal Capitano. Quella andata in scena a Siena non sarebbe una grande chiusura della sua gloriosa storia da milanista. Nel secondo tempo, con i suoi in svantaggio, si vede sventolare il cartellino rosso sotto il naso, rischiando così di complicare irrimediabilmente la rimonta. Oggi il Milan è in Champions, ma le probabilità che la giochi senza Ambro non sono poche. Età e contratto in scadenza a fine giugno parlano chiaro, così come le offerte dall’Inghilterra e Oltreoceano. Un po’ diverso il discorso per Antonio Nocerino, che dopo la strepitosa stagione 2011-12, si è trovato a non essere più inamovibile e anzi criticato. Finisce la sua gara incolore a nemmeno metà secondo tempo. Testa bassa, forse in realtà proiettata al futuro. Napoli? Per il suo agente, senza Mazzarri, la strada è più complicata (ma non impossibile).

Siena da addio anche per Robinho, uno dei superstiti di questo Milan sempre meno brasiliano. International, ma soprattutto Santos. La voglia di tornare in patria da moglie e figli è tanta, e mai celata. La chiamano saudade e per poco non riusciva a portarselo via già a gennaio. Dall’inizio, un po’ a sorpresa, nella gara più delicata della stagione ha messo in mostra tutti i limiti che lo hanno frenato durante la stagione. Impreciso sotto porta, palloni persi e molta poca incisività nella manovra. Dice che il suo futuro lo sceglieranno i dirigenti, lui inconsciamente ha già scelto.