Confederations Cup: l'Italia batte 4 a 3 il Giappone e passa il turno

Confederations Cup, uno splendido Giappone si arrende a carattere e fortuna dell’Italia: 4-3 in rimonta e Balotelli maiuscolo


NazionaleEmozioni, brividi e buona sorte: Italia-Giappone ha regalato spettacolo e sorprese fino alla fine. La Nazionale azzurra ha vinto 4 a 3 contro la formazione di Zaccheroni e si è qualificata alle semifinali della Confederations Cup.

Adesso rimane da stabilire se ci arriverà da prima o seconda nel girone: decisivo lo scontro contro il Brasile. Un risultato, quello di questa sera, immeritato. Il Giappone ha giocato nettamente meglio e negli episodi, contro e a favore, è stato svantaggiato.

GIAPPONE SHOW – Nel primo tempo è dominio Giappone, incontrastato fino al 42’, quando De Rossi accorcia il doppio vantaggio della squadra di Zaccheroni. Prestazione brillante e veloce, il Giappone ha sorpreso l’Italia e chiuso la prima frazione di gioco meritatamente sopra. Anche se il rigore di Honda dell’1 a 0 al 21’ nasce da un fallo molto generoso fischiato contro a Buffon. L’errore vero è del rossonero De Sciglio che tocca la palla troppo timidamente per il più classico dei passaggi arretrati sbagliato, che costringe il numero 1 azzurro ad un intervento in extremis, duro, pericoloso ma in fin dei conti regolare. Il Giappone corre di più, la nostra Nazionale approccia male la gara, è imprecisa e sbaglia troppi passaggi: è significativo il cambio al 30’ di Prandelli, fuori Aquilani e dentro Giovinco. Ma la mossa nell’immediato ha un effetto negativo, che coincide con il raddoppio di Kagawa al 33’ (complice confusione della difesa italiana ed errore di valutazione di Chiellini). 0 a 2 meritato e partita che sembra quasi chiusa, ma all’improvviso ci pensa De Rossi (ammonito, era diffidato e salterà la sfida contro il Brasile) che con un grande stacco di testa al 42’, sul calcio d’angolo preciso di Pirlo, supera Kawashima. Kagawa show e Honda mina vagante, dall’altra parte un Balotelli in palla ma nervoso, con pochi ma buoni palloni giocati: 1-2 all’intervallo.

ITALIA, CARATTERE E FORTUNA – Nella ripresa sono bastati 7 minuti, senza nemmeno spendere eccessive energie fisiche, per la rimonta dell’Italia. Prima l’autogol di Uchida al 50’, poi Balotelli con un altro tiro dal dischetto inventato (fallo di mano di Hasebe assolutamente involontario), poi trasformato con la consueta freddezza da SuperMario. Ma il Giappone riprende presto a prendere il sopravvento e ad attaccare a testa bassa, raggiungendo il nuovo pari con il colpo di testa di Okazaki al 69’; in mezzo, un palo e due traverse clamorose degli uomini di Zac. L’incontro è divertente e pieno di emozioni, soprattutto imprevedibile: così, il carattere, specie la fortuna dell’Italia portano Giovinco al minuto 86 a spingere dentro sottoporta l’assist di Marchisio sul passaggio geniale di De Rossi per il 4 a 3 finale. Lo stesso risultato maturato nei Mondiali di Messico ’70 (si giocò anche in quel caso a mezzanotte), quando la Nazionale superò con una rimonta simile, in termini di punteggio, la Germania in semifinale.




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