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Salamon: “Mi sento ancora parte della famiglia rossonera. Sono stato sfortunato, ma in futuro…”

salamon (spaziomilan)E’ andato alla Samp nell’ambito dell’affare Poli ma sarà uno degli osservati speciali di casa Milan. Intervistato dal quotidiano sportivo polacco Przeglad Sportowy, Bartosz Salamon si è espresso sull’avventura milanese chiusa, almeno temporaneamente, con 0 presenze all’attivo: “Deluso dal mancato debutto? No, perché so qual è stato il motivo. Ho avuto sfortuna. Quando sono arrivato al Milan la squadra andava male, aveva problemi, soprattutto in difesa. Avrei potuto approfittare di quel momento, ma ero infortunato alla caviglia. Per il primo mese non mi sono allenato con la squadra. A quel punto il Milan aveva ormai trovato certi equilibri e la difesa andava meglio. Quando ho ricominciato ad allenarmi, il Milan ormai stava andando bene: la difesa non faceva errori, arrivavano le vittorie e nessuno dei miei compagni di reparto si infortunava, quindi era difficile entrare nel giro dei titolari. In più la squadra ha lottato fino all’ultimo minuto per la qualificazione in Champions League ed è normale che l’allenatore abbia puntato su quei giocatori che gli davano più garanzie”.

“Ricordo – racconta – quando ero tra i convocati per il derby di Milano, un po’ inaspettatamente. Una grande esperienza, 80000 persone allo stadio. Ero in campo durante il riscaldamento con la squadra. Un appuntamento importante per la città ed i tifosi. Se mi è mancato giocare? Sì, ho perso tre mesi e mezzo di partite, ma ho giocato un paio di amichevoli con il Milan e tre partite con la nazionale polacca. Alla fine ho fatto una trentina di partite in stagione, non mi sento come se non avessi giocato per molto tempo. Se è valsa la pena di passare dal Milan? Naturalmente! Sono stato il primo polacco in prima squadra, ho visto una grande società dall’interno, mi sono allenato con grandi giocatori e sono per metà ancora di proprietà del Milan. In futuro le due società si incontreranno e decideranno cosa fare di me“.

E ancora sui momenti a Milanello e la nuova avventura in blucerchiato: “Ogni giorno la sfida era di fermare alcuni tra i più grandi giocatori in Europa. Avevo sempre grande voglia di allenarmi, questi mesi al Milan mi hanno dato molto. Prima di tutto ora so cosa aspettarmi dalla Serie A e dalle squadre più importanti. Se in futuro avrò l’opportunità di tornare a questi livelli, saprò cosa attendermi. Sono più tranquillo e lo sarò anche all’avvicinarsi delle partite con grandi squadre. Se ho parlato con l’allenatore e la dirigenza del Milan prima di andare via? Sì, ma non voglio rivelare dettagli. Mi è stato detto che sono ancora parte della famiglia del Milan. E che devo andare e dimostrare quel che posso fare, mettermi in mostra in Serie A. Ho pensato che la Sampdoria fosse la soluzione migliore. Avevo altre offerte in Italia e all’estero, ma non voglio dire da quali club”.