SM ESCLUSIVO/ Alla scoperta del mental coach Roberto Civitarese: “Vi racconto il mio Saponara: farà il massimo per dare il massimo”

civitareseDa professione di origine anglosassone, diffusa tra gli sport individuali, a vera e propria figura di supporto per la crescita dei calciatori. E’ il Mental Coach, un vero e proprio allenamento psicologico per gli atleti che richiedono sempre il massimo dalle proprie capacità. Il precursore italiano di questa professionalità è senz’altro Roberto Civitarese, autore del libro “Gioco di testa” (Iiriti Editore), che ha ormai nella sua “scuderia” una ventina di giocatori professionisti. Tra questi c’è Riccardo Saponara, uno dei volti nuovi (e giovani) del Milan, già messo di fronte a responsabilità da grande club, vedi la partecipazione alla conferenza stampa di inizio ritiro, lunedì scorso a Milanello. Il dottor Civitarese, in esclusiva a SpazioMilan.it, ci aiuta a conoscere meglio il ruolo del mental coach e scoprire il ragazzo Saponara che già lo scorso aprile ci aveva rilasciato gentilmente un’intervista simpatica, raccontando le emozioni del suo approdo in rossonero.

Partiamo dalla figura del mental coach: come si è diffusa in Italia?
L’applicazione nello sport affonda le radici nella psicologia neuro-linguistica che da tempo riguarda gli ambiti aziendali. Diciamo che come si aiutano i manager di grandi e piccole imprese a dare il massimo, allo stesso modo i calciatori avvertono l’esigenza di poter contare su una persona di fiducia che li sproni a tirare fuori il meglio da se stessi”.

Chi sono i principali “clienti”?
Ricevo molto richieste dai ragazzi che si formano all’interno del Settore Giovanile di una squadra. Sono questi gli atleti che più desiderano di essere supportati man mano che aumenta la tensione e il peso delle responsabilità”.

Eppure nel Milan, come in altre società, esistono gli psicologi per i giovani del vivaio…
“Sono figure diverse. Il mental coach è concepito per un rapporto one-to-one, sviluppando un rapporto personale col singolo calciatore. I grandi club inseriscono nei loro staff gli psicologi dello sport o i cosiddetti “gestori dei conflitti” che operano in un ambito di squadra”.

E’ l’unica differenza?
“Pensiamo ad una dieta: possiamo leggerne i criteri generali pubblicati su una rivista o possiamo andare da uno specialista per farcene preparare una su misura. E’ un paragone che può far intendere come il rapporto one-to-one sia in grado di accelerare i risultati”.

Chi richiede un mental coach perchè lo fa?
“Nella maggior parte dei casi perchè un giocatore si trova in un momento particolare, in cui i risultati non sono quelli che potrebbe o vorrebbe dare”.

Ad esempio?
“Un calciatore che debutta nella Prima Squadra di un grande club, poi viene mandato a farsi le ossa in squadre minori e si perde. Questo è un caso molto comune. Così come chi attraversa un periodo di gloria e poi smarrisce lo smalto”.

Un po’ come El Shaarawy lo scorso anno…
“Non lo conosco, ma la gestione dei cambiamenti, positivi e negativi, è difficilissima. E nel calcio ogni cambiamento avviene in modo repentino. El Shaarawy ha conosciuto una fase di grande esplosione e poi è sparito, se parametriamo le prestazioni sui gol. Sono situazioni da gestire al meglio”.

Arriviamo a Saponara: com’è nato il vostro rapporto?
“Ho incontrato Riccardo nel gennaio del 2010, mentre frequentava la scuola, si divertiva e giocava nell’Empoli. Sentiva di non riuscire a dare il massimo e così è nato il nostro contatto. Non mi sembra poco…”.

In che senso?
“Rivolgersi a un mental coach quando si è così giovani è una dimostrazione di serietà e lucidità sui propri obiettivi futuri”.

Com’è cambiato da quel momento?
“E’ un ragazzo molto dedito al lavoro, un vero professionista con una vita privata tranquilla”.

E il salto nel Milan com’è stato affrontato?
“Con un’emozione e un interrogativo molto forti, pur sempre consapevole che con un lavoro sistematico si possono raggiungere risultati importanti”.

Vi siete sentiti da quando è iniziato il ritiro a Milanello?
“Si, l’ho sentito anche ieri. Tra noi c’è una sorta di amicizia e ogni evento assume una rilevanza particolare”.

Come ha vissuto i primi otto giorni da milanista?
“E’ tranquillo, sta prendendo le misure dell’ambiente. Ieri nel primo test ha fatto bene e credo sia già un segnale importante”.

Insomma, i tifosi potranno scommettere su Saponara?
“Io lo comprerei al Fantacalcio… Scherzi a parte, posso dire che farà il massimo per dare il massimo e rispondere alle richieste del Milan”.

(Foto in evidenza: AcMilan.com – Foto interna: robertocivitarese.it)

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