E’ un Abate a mille all’ora: “Non mi aspettavo un rientro così”

abate acmilan
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el shaarawy abateNon mi aspettavo di rientrare così bene e così in fretta, ma ho lavorato tanto per rimettermi in sesto. Allegri mi ha dato fiducia e ho cercato di ripagarlo nel migliore dei modi. Siamo un gruppo straordinario: dall’anno scorso ci siamo ulteriormente uniti, bravo Max a trovare la quadratura del cerchio. Sappiamo che sarà una stagione difficile, ma faremo di tutto per restare aggrappati alle prime in classifica. La qualificazione Champions? Ce la giocheremo nel nostro stadio di San Siro”. Una vera e propria dichiarazione d’amore ai colori e all’ambiente rossonero, quella rilasciata ai microfoni di Milan Channel. E pensare che per tutta l’estate ha dovuto combattere contro un infortunio alla spalla che gli ha limitato la preparazione e gli ha fatto saltare la tournée estera. E pensare che molti avevano dei dubbi sulla sua tenuta fisica per un intero incontro. E pensare che tutti temevamo gli ci volessero mesi e mesi per recuperare una forma accettabile.

Ignazio Abate, invece, ieri sera ha scelto di stupire tutti e di rispondere sul campo a tutti gli interrogativi e le diffidenze che ruotavano intorno a lui e al suo stato di forma. Sono bastati quattordici minuti per sviare qualsiasi tipo di dubbio: la sgroppata sulla fascia e l’assist al bacio per El Shaarawy, infatti, hanno cambiato letteralmente il volto di un incontro sino a lì apparso difficile e insidioso. Era quello il momento in cui l’inerzia della partita andava cambiata, prima che fosse troppo tardi e prima che gli olandesi si facessero più concreti.

La partita del terzino rossonero ritrovato, a dire il vero, non è stata del tutto perfetta: come dimenticare, infatti, il clamoroso errore al minuto trentasei, sugli sviluppi del quale il PSV ha colpito la traversa che potevano valere il pari e un intervallo tutt’altro che tranquillo? Ingeneroso e sbagliato, però, sarebbe condannarlo per un errore, anche se evidente e banale: Ignazio, infatti, sugli sviluppi dell’azione ha saputo rimediare all’ingenuità con una corsa quasi disperata, quasi volesse dire: “Scusate, ho sbagliato”.

Ignazio Abate ha regalato alla squadra non soltanto un assist che può valere una qualificazione, ma anche una prova fatta di corsa, polmoni, quantità, anticipi. Perché pochi elementi come lui danno tutto quello che hanno, fino allo sfinimento, fino all’ultima goccia di sudore. Possiamo anche dire di più: se ieri sera ci fossero stati undici Abate, molto probabilmente, ora in Champions ci saremmo già.