Silvestre si presenta: "Non ho paura, qui per dimostrare quanto valgo. Nesta un idolo, ma se serve faccio il terzino"

Silvestre si presenta: “Non ho paura, qui per dimostrare quanto valgo. Nesta un idolo, ma se serve faccio il terzino”


matias-silvestre-palermo-calcio_41610329_500x375È carico a mille Matias Silvestre che per la prima volta da giocatore del Milan si confessa sulle pagine della Gazzetta dello Sport. “Ho voglia matta di dimostrare quanto valgo veramente, ma auguro a Daniele Bonera di riprendersi in fretta, mi spiace per lui”. Per lui l’arrivo in rossonero è in ritardo di almeno un anno: “C’era già stato un avvicinamento, me l’ha ricordato Adriano Galliani quando m’ha chiamato per darmi il benvenuto. Le sue parole mi hanno subito dato una carica incredibile”.

In ritiro con l’inter: “Mi allenavo a parte, con Schelotto. Ma sono stato assistito bene. Anzi, ho lavorato duro per farmi trovare pronto. Così ora mi sento bene e sono impaziente di fare i test con il Milan. Se Allegri mi chiama subito…”. Sul numero di maglia, il 26: “E’ casuale. Piuttosto ora penso solo a conquistarmi la fiducia del nuovo ambiente”. Sugli obiettivi: Non mi sento di fare promesse. All’Inter ad esempio ci sono andato più volte vicino al gol. Ma mi sembra più importante dimostrare le mie doti di difensore“. 

Giocare da terzino? “Io sono a disposizione. Se serve al bene della squadra, come no”. Sulla difesa rossonera vista da avversario: Nella seconda parte della stagione il rendimento del reparto è migliorato moltissimo. La coppia Mexes-Zapata funziona. Ma soprattutto c’è un eccellente spirito di gruppo. Lo si nota dal di fuori e sto avendo subito segnali positivi in tal senso”. 

Per quanto riguarda invece Allegri:Ringrazio anche lui. Io posso solo dire che sono qui per rispondere con i fatti. Non è il momento per fare proclami. So bene che c’è un muro altissimo da scalare. E io non ho paura“. Mentre sui no a Parma e Genoa: Non avevo nulla contro Parma e Genoa: ringrazio i due club per le attenzioni mostrate, ma speravo in una soluzione ad alto livello. E per fortuna il Milan s’è ricordato di me. Non potevo sperare di più”.

Tornando sul passato interista: “E’ andato tutto storto dall’inizio. Un infortunio ha condizionato il mio ritiro e quando sono entrato forse ho forzato per la voglia di mettermi in mostra. L’allenatore (Stramaccioni n.d.r.) ha cambiato modulo e con la difesa a tre sono arrivati i risultati. Così per me tutto è andato in salita. Ma ora mi rasserena il fatto che il Milan difende a quattro, cioé con lo schieramento che io prediligo. In ogni caso non mi va di trovare scuse. E’ stata una stagione brutta per tutti. Mazzarri? Non ho avuto il piacere di conoscerlo. Sono stati momenti difficili, ma per fortuna la famiglia mi è stata vicina e i miei agenti mi hanno dato sempre coraggio. A cominciare da Fernando Cosentino”.

Con i rossoneri c’è già feeling: “Ho sempre avuto simpatia per questi colori. Un po’ anche per merito di Nesta, mio idolo da sempre. Nella finale della Coppa Intercontinentale 2007 gli chiesi di scambiare la maglia. La conservo ancora: spero anche lui”.




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