Prima il cambio di procuratore, adesso la richiesta di aumento: Abate, due indizi fanno una prova

abate milan-cagliari (spaziomilan)
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abate (spaziomilan)Se due indizi fanno una prova, allora ci siamo: la sindrome Mino Raiola incomincia a fare effetto anche su Abate. E’ notizia fresca di questa estate oramai agli sgoccioli che il terzino rossonero abbia cambiato procuratore: da Andrea D’Amico a Mino Raiola. E quando si tira in ballo il secondo c’è sempre da stare attenti alle sue prossime mosse. Che puntualmente, ogni anno, arrivano nel mese di settembre: mercato chiuso, bilanci quasi conclusi. Prima dell’inizio della nuova stagione e dei nuovi possibili scenari, con negli occhi ancora quella passata. E una Confederations Cup giocata da protagonista sulle spalle. Ma stavolta qualcosa non torna.

Mino Raiola è già al lavoro per un ritocco del contratto con un altro suo gioiello, quel Paul Pogba che sta facendo impazzire Marotta. Un contratto da 800 mila euro e prestazioni da fenomeno hanno fatto alzare l’asticella al procuratore dei procuratori: rinnovo a 4 milioni l’anno. Cinque volte la cifra percepita adesso dal francese. Marotta ci pensa, nel frattempo glissa e prende tempo. Come Galliani, che continua nel suo percorso di ridimensionamento del tetto ingaggi. Kakà con 4 milioni (insieme a Balotelli e Mexes) è il più pagato della rosa: sopra quel limite non si sfora. Abate guadagna 1,8 milioni all’anno e ne chiede 200 mila in più, poco più di 2 a stagione. Calma, avrà detto Galliani all’amico Mino: “Parliamone a fine stagione”. Il contratto scade nel giugno 2015, non c’è fretta. Anche se il piano di Raiola la contempla.

Nella testa del re dei procuratori balena l’ipotesi dell’esplosione di De Sciglio: Allegri potrebbe affidargli le chiavi della fascia destra preferendolo proprio ad Abate, che rischia di rimanere in panchina e perdere il biglietto per i Mondiali del Brasile. Ecco perchè l’aumento, sintomo di un club che crede nel giocatore (e lo fa giocare con continuità). Promesse e desideri che Galliani oggi non può concedersi. Domani, chissà.

Twitter: @SBasil_10