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Settimana dai due volti: punti importanti, ma la condizione?

muntari napoliA pochissime ore dalla sfida che potrà già dire tanto, se non tutto, sulle ambizioni del Milan, la settimana che volge alla conclusione è stata, fino a questo momento, a due facce. Quella positiva ha certamente riguardato i risultati delle sfide contro il Toro sabato e contro il Celtic mercoledì, risultati che, per come si erano messi entrambi i match, non possono che lasciare soddisfatto il popolo rossonero. Quello che è piaciuto, e forse solo quello, è stato il cuore dei ragazzi di Allegri, una grinta inaspettata, tirata fuori, però, un po’ tardi, ma che ha comunque permesso di rimettere a posto una partita compromessa come quella di Torino e di vincere un match di Champions che sembrava destinato allo 0-0. Insomma, un Allegri che sembrava poter arrostire sulla brace si è salvato grazie al cuore dei suoi ragazzi. IN RIALZO.

Ciò che non ha per niente convinto, invece, è stata la prestazione nei due incontri, figlia di una condizione fisica e psichica a dir poco precaria. I rossoneri, infatti, hanno disputato a Torino uno dei peggiori match della gestione Allegri e avrebbero meritato, senza dubbio alcuno, di soccombere. Contro il Celtic, invece, nei primi minuti si stava vedendo il solito Milan da Champions, un Milan rinato in grado di mettere in difficoltà ogni avversario. Tuttavia, passati dieci minuti, la squadra è calata improvvisamente e, salvo qualche occasione, non ha meritato più degli scozzesi. Si è vista, anche nella sfida di mercoledì, una condizione fisica e mentale non ottimale, con una squadra incapace di creare seri pericoli alla porta avversaria, anche se stranamente molto più attenta in fase difensiva. Considerando, però, quello che si è visto nei due match e la situazione infortunati, le prospettive non appaiono rosee. IN RIBASSO.

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Come detto, buona parte della responsabilità di questo pessimo momento del Milan è dell’infermeria, che adesso sembra iniziare a svuotarsi, ma che durante questa settimana ha fatto registrare il pieno. Fermi ai box El Shaarawy, Pazzini, De Sciglio, Abate, Saponara, Silvestre, Kakà, Poli, Montolivo, Bonera. Una lista nera incredibile che, tuttavia, non deve rappresentare un alibi. Anche senza questi uomini, infatti, i rossoneri non hanno mai convinto appieno. Colpa pure di una preparazione che, anche quest’anno, pur essendo incentrata sull’inizio di stagione, ha finora prodotto più danni che benefici. Il gioco latita e se in fase difensiva non possiamo certo aspettarci dei miracoli, il reparto che più sta deludendo è l’attacco, che ha le qualità per fare cose eccelse ma sembra privo di gioco di squadra. La sfida di stasera è di quelle decisive, uno di quei match che vincere significherebbe scossa, fiducia, morale e che perdere vorrebbe dire orlo del precipizio. Sta tutto nelle testa, nel cuore e nelle gambe dei leoni rossoneri e del loro allenatore, invertire una situazione che finora è irrimediabilmente IN RIBASSO.