Fa la differenza anche nelle serate buie: De Jong, faro della mediana

De Jong Milan-Cagliari (spaziomilan)
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de jong (spaziomilan)La difesa è in affanno, in emergenza e concede sempre troppo agli avversari. Ma da ieri sera c’è un altro reparto nella compagine rossonera che fa preoccupare e crea non pochi grattacapi a Massimiliano Allegri. Si tratta del centrocampo che anche ieri, come a Verona, è andato spesso in difficoltà sia nel coprire che nell’impostare. Come se non bastasse, poi, ci si mette anche la sfortuna a complicare le cose. Riccardo Montolivo sarà fuori per almeno una ventina di giorni e anche Poli dovrebbe saltare la gara di Champions contro il Celtic. Ora il tecnico livornese dovrà contare i superstiti ma può almeno consolarsi con un’unica certezza: Nigel De Jong.

Il mediano olandese nella gara di sabato contro il Torino è stato sicuramente il migliore in campo fra i suoi nonché uno dei pochi a salvarsi. Una prestazione che si va ad aggiungere alle altre convincenti ed incoraggianti di questo primo scorcio di stagione e che dà un ulteriore dimostrazione di come l’ex City sia un calciatore ampiamente ritrovato. Non era facile recuperare così in fretta condizione fisica e ritmo partita, dopo il lungo stop che l’anno scorso lo ha costretto a saltare quasi tutta la stagione, ma lui proprio sul terreno di gioco che a dicembre scorso lo aveva visto sfortunato protagonista, è tornato ad essere quello di un tempo.

L’ultimo ad arrendersi in una gara in cui la maggior parte dei suoi compagni sembrava non essere proprio scesa in campo. Uomo ovunque, che ha cercato di tappare tutti i buchi di un centrocampo troppo statico e confusionario e spesso si è ritrovato anche a salvare la pelle ai suoi difensori. Nel primo tempo, infatti, due suoi ripiegamenti difensivi sono stati decisivi per mantenere inviolata la porta di Abbiati, almeno fino ai primi 45′ di gioco. Insomma, l’unico sprazzo di luce nella buia serata dell’Olimpico, sembra fare la differenza anche quando il Milan non c’è, gioca male o è in difficoltà. Proprio nella stessa sfida in cui, nove mesi fa, era iniziato il suo calvario.