SM ESCLUSIVO/ Pasotto (Gazzetta dello Sport): “Con Kakà c’è una nuova aria nello spogliatoio rossonero. Allegri-Prandelli, ne sentiremo parlare molto…”

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milanello 9qTempo di giudizi sul mercato del Milan, culminato con il ritorno di Ricardo Kakà. Ma è tempo anche di comprendere le scelte tecnico-tattiche della stagione, ora che la rosa è delineata. Silvio Berlusconi voleva il trequartista e l’ha garantito al suo allenatore Massimiliano Allegri. Magari ora il tecnico toscano è costretto a fare scelte “impopolari” come relegare in panchina El Shaarawy. “Ma il calendario è fitto di impegni e di opportunità ce ne saranno per tutti”, spiega Marco Pasotto, giornalista della Gazzetta dello Sport, intervenuto in esclusiva su SpazioMilan.it.

Un giudizio complessivo sull’operazione Kakà?
Fisicamente arriva da quattro anni fatti maluccio a Madrid. Bisogna aspettare prima di fare valutazioni, anche se nei primissimi allenamenti sembra che non sia andato male. La sosta, in questo senso, gli permette di prepararsi con calma”.

Eppure qualche tifoso non è convinto…
“E’ vero, esiste un micro filone di sostenitori che si sono mostrati scettici di fronte a quest’operazione. Ma la maggior parte dei tifosi ha vissuto con grande pathos e sentimento il ritorno del brasiliano. Adriano Galliani è l’emblema di questo stato d’animo”.

Che cosa cambia nello spogliatoio rossonero?
“Kakà sarà un punto di riferimento per la squadra. C’è il capitano Montolivo, ma non basta mai una sola persona. Poi c’è da dire un’altra cosa su questo tema…”.

Quale?
“E’ andato via Boateng che a suo modo ha provato a fare il leader, pur con troppo carisma. Kakà per carriera, età ed educazioni incarna una maniera più sana di trascinare la squadra, soprattutto i più giovani”.

El Shaarawy è destinato a sedersi spesso in panchina?
“Temo di sì. Il 4-3-1-2 gli offrirà meno occasioni, ma tutto dipenderà da lui. Se dimostrerà di adattarsi al ruolo di seconda punta, con maggior sacrificio di quello visto finora, allora ritroverà spazio”.

Allegri-Prandelli sarà il tormentone mediatico della stagione?

“Non è tema d’attualità, ma è senz’altro un tema. Non vedo segnali di rinnovo per Allegri, visto che la società rossonera ha ormai intrapreso la linea di attendere il raggiungimento degli obiettivi prima di delineare strategie future. Allegri ha diritto di cercarsi un’altra squadra senza aspettare le mosse del Milan”.

E quante sono le chance per Prandelli sulla panchina milanista?

“Difficile dirlo oggi. Prandelli è un ottimo nome, anche se il Milan ha più volte privilegiato piste interne. Quindi occhio a Seedorf e Inzaghi, entrambi sarebbero delle scommesse: il primo non ha esperienza da allenatore, il secondo ha appena iniziato. E poi ci saranno da considerare l’aspetto economico e gli investimenti sul mercato. Proprio su quest’ultimo aspetto ci fu la frenata di Seedorf la scorsa primavera”.