Poca efficacia e lucidità: fortunato il Milan che si salva solo nel finale

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CerciAll’Olimpico di Torino, un brutto Milan riesce ad agguantare nel finale un pareggio poco meritato. Che i granata potessero metterci in difficoltà, dal momento che sanno chiudersi e ripartire con efficacia, era risaputo. Ma i rossoneri avrebbero dovuto scendere in campo con un atteggiamento diverso. Poco movimento e nessuna conclusione indirizzata nello specchio della porta. E’ questa la sintesi della prestazione del Milan, per lo meno fino al momento del raddoppio del Toro.

Gli interpreti del 4-3-1-2 presentato da Mister Allegri, infatti, deludono le aspettative. Zaccardo ed Emanuelson, chiamati a una prova di sostanza per dimostrare di potersi ritagliare spazio anche nel corso della stagione, vengono saltati in qualsiasi circostanza e non assicurano la minima protezione. Sulla fascia sinistra, presidiata dall’esterno olandese, Cerci e Darmian fanno il bello e il cattivo tempo. L’out di destra è invece saccheggiato da D’Ambrosio che, a inizio ripresa, sfrutta l’ennesimo sbandamento di Zaccardo e trova la via del gol.

Gli uomini di Ventura hanno la meglio anche in prossimità della linea mediana: De Jong è l’unico rossonero che lotta con furore e cerca di mettere ordine, mentre Muntari corre a vuoto e un Montolivo costretto a uscire al termine del primo tempo non trova il bandolo della matassa. Un po’ meglio si destreggia Poli che, pur giocando a corrente alternata, mette in mostra dinamismo e intraprendenza. Insomma, a centrocampo manca il filtro e il Milan stenta a imbastire azioni. Il Torino copre bene e le trame del Diavolo non hanno efficacia.

Nemmeno le punte disputano una prova all’altezza della situazione. Kakà prova a fare da collante tra centrocampo e attacco, si mette a disposizione della squadra, ma risulta ancora fuori condizione e non imprime la sua firma. Robinho non ripete la performance di due settimane fa: non salta mai l’uomo, non ripiega e si muove poco. Non è serata neanche per Balotelli che, controllato dalla retroguardia granata, si abbandona a reazioni polemiche e non riesce a far salire la squadra e a incidere.

E quando al 71′ Cerci sfrutta al meglio un’azione di rimessa e trafigge Abbiati, che avrebbe dovuto evitare la rete uscendo con anticipo e decisione, la gara rischia davvero di essere compromessa. Ma un gol fortunoso di Sulley Muntari, che approfitta di uno svarione di Padelli e dell’ingenuità dei centrali di difesa del Toro, riapre le sorti del match. In campo regnano il caos e le polemiche. E il Milan, anche se in subbuglio, tenta un arrembaggio. Arrembaggio che, malgrado sia caratterizzato in prevalenza dalla disperazione, porta i suoi frutti. In pieno recupero, dopo un bell’aggancio, Poli entra in area e si procura un rigore trasformato alla grande da Mario Balotelli.

La sostanza, però, non cambia. Il Milan ha perso due punti importanti, contro una squadra ben organizzata ma tutt’altro che imbattibile. Eccezion fatta per De Jong, gladiatore instancabile, il resto della squadra ha manifestato superficialità e problemi di forma. L’involuzione di alcuni giocatori e il fatto che le seconde linee non abbiano sfruttato l’occasione a loro presentatasi sono dati preoccupanti. Mercoledì serve una grande prestazione. Il riscatto dev’essere immediato. Quello visto stasera non può essere il vero Milan.