La “moral suasion” della giustizia sportiva: quando il Paese scade nel ridicolo e non si accorge che…

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Piermaurizio Di Rienzo è giornalista professionista e coordinatore dei contenuti di SpazioMilan.it dal 2012. Dopo quasi dieci anni di redazioni (Il Giornale, Leggo, Libero, Radio Lombardia e Sole24Ore), dal 2011 si occupa di comunicazione di manifestazioni fieristiche. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” su Radio Reporter.

P. Di Rienzo - Caporedattore SpazioMilan.it
P. Di Rienzo – Coordinatore SpazioMilan.it

Nessuno alla fine metterà in pratica il suggerimento dell’onorevole Matteo Salvini (Lega Nord) che per Milan-Sampdoria ha proposto di scavalcare le recinzioni per occupare la Curva Sud chiusa per decisione del Giudice Sportivo. Non c’è bisogno di gesti eclatanti per esprimere un disappunto che prima di essere oggi del tifoso rossonero, appartiene ad ogni persona di buon senso.

Quante volte abbiamo sentito, in ogni stadio italiano, cori contro tifosi e giocatori avversari, apostrofati spesso per la loro geografia (come accaduto ai napoletani domenica scorsa)? O quante volte gli ultras di una squadra hanno augurato ai “colleghi” avversari di vedere la loro città bruciata? Frasi da stadio, al massimo da bar dello sport. Che ora diventano lo spunto per una nuova campagna moralista da parte della giustizia sportiva che in Italia funziona più come un vecchio pendolo piuttosto di un cronografo elvetico.

Un Paese non può e non deve andare avanti con la politica del “si è sempre fatto così, quindi…”. E’ altrettanto vero che i cambiamenti in positivo, a partire dall’educazione, sono sempre portatori di sani principi. Ma scagliarsi contro i cosiddetti “cori anti-napoletani” rischia di far scadere tutto nel ridicolo, col sapore di una beffa. Qualcuno almeno ci avverta che la musica è cambiata e che nulla sarà più tollerato. Ce ne faremo una ragione, ma il doppiopesismo, unito a finto moralismo, è qualcosa che nessun tifoso italiano, anche il più anti-milanista che ora se la ride, può tollerare.

Se davvero siamo di fronte ad una svolta, prepariamoci a vedere spalti deserti per un po’ di domeniche. Perché a qualcuno scapperà sempre il coro “birichino”. Certo poi bisogna sperare che nessuno, tra chi è incaricato a scrivere, lo senta. Perché diversamente, se chi deve annotare non annota, è possibile farla franca. Questa è l’Italia, che piaccia o no. Oggi è toccato al Milan e l’ha scampata l’Inter. Domani chissà che non si invertano le parti. Tutto, però, fa acqua…