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La curva scivola sui cori e sullo striscione anti-Napoli, ma i moralisti del pallone sono e restano inaccettabili: vademecum per gli amici Azzurri

Christian Pradelli è giornalista professionista e direttore di SpazioMilan.it dalla sua fondazione, l’8 marzo 2011. Editorialista per IlSussidiario.net, collabora con La Gazzetta dello Sport, Il Giornale e Leggo. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” su Radio Reporter ed è opinionista per Milan Channel. È la voce ufficiale del Milan per TopCalcio24, canale del gruppo Mediapason (114 DTT).

C. Pradelli - Direttore SpazioMilan.it
C. Pradelli – Direttore SpazioMilan.it

La prima cosa positiva del weekend è il risultato maturato contro la povera Samp, la seconda è che la bruttezza della prestazione è stata ampiamente “coperta” dai giochini di Torino. Una tristezza epica lo scambio tra gli account Twitter ufficiali di Torino e Juventus, perdonatemi la digressione. Cosa avrebbe detto e come si sarebbe comportato l’Avvocato, al tempo dei social network? Un quesito che resterà irrisolto. Come resterà probabilmente ignota l’identità di colui (o, peggio, colei) che ha suggerito a Mario Balotelli di presentarsi alle telecamere Sky per le scuse “concordate” conciato in quel modo: occhiali dorati, cappello paiettato, frasi in terza persona per parlare di se stesso. E allora, in questo caso, come si sarebbe comportato in tempi non sospetti il presidente Berlusconi? È un particolare, forse inutile, ma che identifica più di tanti altri l’ormai constatata fine di un’epoca.

E allora limitiamoci a vivere il presente alla giornata, senza voli pindarici, senza fantomatiche notti magiche, pensando realmente che ad Amsterdam si possa fare il risultato, soprattutto in previsione del doppio scontro con il Barcellona. La difesa non ha preso gol sabato: una non notizia che, tuttavia, diventa scoop se ti chiami Milan nel 2013, se il tuo centrale di maggior affidamento è Philippe Mexes e se i 6 milioni di euro a disposizione in estate per rinforzare il pacchetto arretrato sono stati spesi interamente per il riscatto di Cristian Zapata. Ma tanto la realtà non si cambia, inutile incaponirsi su un qualcosa che almeno fino al 31 dicembre rimarrà immutabile. Poi il mercato di gennaio potrà offrirci qualche speranza, supportata da qualche slancio societario. Improbabile, ma non impossibile.

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Resta un fatto, che è poi il vero oggetto del contendere delle ultime settimane pallonare: mai come oggi occorre difendere con le unghie e con i denti la nostra passione; teniamoci il nostro tifo, finché ce lo permetteranno. Credo che chiunque, qualsiasi amante del calcio, sia pronto ad accettare i problemi (pur profondi e a volte senza rapide soluzioni) della propria squadra purché abbia sempre la possibilità di inneggiare, criticare, urlare, sfottere. Già, sfottere: su SpazioMilan.it noi, come altri colleghi, avevamo seguito con molta attenzione gli strascichi partiti mesi fa da Busto Arsizio, da quella reazione di Kevin-Prince Boateng che aveva portato alla luce una falla storica di dimensioni cosmiche non solo nel calcio, ma anche nel costume italiano. Il problema, come spesso accade nel nostro Paese, è che una criticità da affrontare e superare si allarghi a macchia d’olio, disperda i suoi confini e contribuisca a creare schiere interminabili di moralisti del pallone.

Quegli stessi moralisti che, testi dei cori alla mano, sono soliti dedicare agli avversari della Salernitana un “A Salerno si va e violenza sarà, bruceremo la città” e alla Lazio un “Sporco laziale, ci stai sul cazzo e dalla curva spareremo un altro razzo“. Gli stessi che, appena incontreranno il Verona, probabilmente intoneranno: “Passamontagna, bastone tra le mani, questo è il momento che tutti aspettavamo. E col Verona c’è un odio che non muore, non ce ne frega se poi andiamo in prigione. E la guerriglia sarà“. Questo, certo, non giustifica i cori che si sono sentiti anche sabato a San Siro e lo striscione srotolato dalla Curva Sud durante la protesta organizzata prima di Milan-Samp. Tutti da condannare, senza se e senza ma. Però vi prego, amici Azzurri: basta moralismi, dai.

Twitter: @Chrisbad87