E’ una Primavera di Allievi: ecco in dettaglio il “giardino” di Inzaghi

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

primavera okFilippo Inzaghi è uno che guarda al suo lavoro con meticolosità. E per questo non vuole mai andare oltre il seminato. Forse è una delle ragioni per cui anche di fronte ad una domanda sentimentale sull’abbraccio con Kakà risponde con poche parole, pur col sorriso. Perchè è fatto così: si parla di Primavera, di giovani, non di quel che è il Milan Prima Squadra o quel che è stato. Segno di un impegno preciso: quello di far emergere all’esterno una visione chiara sui propri ragazzi, verso un progetto di crescita che nel giro di due anni ha fatto approdare in Serie A pezzi pregiati come Mattia De Sciglio, Andrea Petagna e Bryan Cristante. Chi sarà il prossimo è ancora tutto da decifrare. Ma gli spunti non mancano, soprattutto dopo una giornata come quella di ieri a Vigevano, dove nell’amichevole contro la squadra locale Superpippo ha dovuto e voluto dare spazio a tanti elementi classe 1997 e 1998 come l’attaccante Carlo Marinello, prelevato in estate dal Cimiano, Alessio Papasodaro, in rosa con gli Allievi Nazionali, e Marco Iudica, Andres Llamas Acuna e Manuel Locatelli, elementi degli Allievi I e II Divisione allenati da Christian Brocchi.

Ad ogni modo, la squadra di Inzaghi mostra personalità soprattutto in mezzo al campo, guidato sapientemente ieri per tutti e novanta i minuti da Alessandro Mastalli, con tanto di fascia di capitano. Bene anche l’ala Marks Barisic, prelevato in estate dal Catania, sul quale c’era curiosità di vederlo all’opera. Ma è stato in particolare Davide Di Molfetta l’ideatore delle manovre più efficaci in attacco, grazie alla sua abilità di inserimento negli spazi e alla capacità di spaziare da un fronte esterno all’altro. A mettersi in mostra con grandi interventi nella ripresa è stato anche il portiere Davide Viola, autore di almeno due parate provvidenziali nel momento in cui il Milan aveva allentato un po’ la tensione nei confronti degli avversari. Da rivedere Christian Maldini, che ha spaziato in tutto il fronte difensivo, attaccato sempre dalla squadra di casa sul proprio fronte di competenza, sia che fosse a destra, sia che fosse a sinistra.

Non è un caso che gran parte dello “zoccolo duro” di questa Primavera sia comunque rappresentato da gente che lo scorso anno è andata vicinissima al coronamento del sogno scudetto Allievi con Inzaghi in panchina. E’ il segno della continuità, nel solco della qualità. Proprio come piace a Superpippo.