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Sampdoria: ripartenze e Gabbiadini, Da Costa insicuro

delio rossiIl secondo anticipo della sesta giornata di campionato vede il Milan ospitare la Sampdoria di Delio Rossi. Trattasi di una partita da vincere a tutti i costi, contro una squadra che al momento si trova nella parte bassa della classifica. Certo è, però, che non bisogna sottovalutare l’avversario.

I Blucerchiati dovrebbero schierarsi con un 4-4-2 di stampo difensivo: il terzino sinistro ha il compito di rimanere in prevalenza bloccato e, per assicurare copertura e densità, gli esterni di centrocampo sono chiamati a ripiegare con regolarità. La Sampdoria intende chiudersi, aspettandoci in prossimità della propria trequarti, per poi ripartire in velocità o verticalizzare per la prima punta. Squadra corta e chiusa, fasce bloccate, intensità, grinta e contropiede. E’ questa la tattica che Delio Rossi vuole utilizzare per cercare di metterci in difficoltà.

Punto di forza: ripartenze-Gabbiadini. La Sampdoria punta a costruire una diga in prossimità della linea mediana e, una volta recuperata la palla, focalizza la maggior parte del proprio gioco d’attacco su azioni di rimessa architettate dalle corsie laterali. Delio Rossi può contare su esterni di centrocampo in possesso di sveltezza e spirito di sacrificio, nonché di abbinare quantità a proiezioni costanti in avanti, accompagnati da un terzino destro di spinta del calibro di Lorenzo De Silvestri. Ha il dovere di partecipare alle sovrapposizioni sulle fasce anche Sansone, dotato di rapidità e abilità nel dribbling e incaricato di gravitare attorno a Gabbiadini. Già, Gabbiadini. E’ lui il centro gravitazionale dell’attacco della Sampdoria. Malgrado l’età, annovera nel proprio repertorio potenza, inclinazione nel fare reparto da solo, capacità di tenere palla, efficacia nel gioco di sponda, stacco di testa e senso del gol. Lanciando in avanti per Gabbiadini, insomma, la Sampdoria può respirare e sperare.

Punto debole: Da Costa. Così come il Napoli e il Bologna, anche una Sampdoria solida ma con poca qualità ha come limite maggiore l’inaffidabilità dell’estremo difensore. Da Costa presenta problemi con la palla tra i piedi e nelle uscite, tanto da non essere nuovo a subire gol evitabili, e non sempre riesce a mantenere la giusta concentrazione per l’intero arco della sfida.  Il Milan ne deve approfittare: bisogna tirare in porta più spesso e con maggior convinzione, sfruttando al meglio le occasioni che si creano e le lacune dei portieri.

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Certo, al termine delle partite contro Napoli e Bologna, i portieri delle squadre che abbiamo affrontato sono stati nominati tra i migliori in campo. Beh, dobbiamo però sottolineare che Reina e Curci non hanno fatto mirabilie: sono stati graziati dagli attaccanti rossoneri. Il portiere spagnolo ha parato il rigore di Balotelli e ha deviato sulla traversa un’altra gran conclusione di Mario. Ma a inizio ripresa, una sua uscita a vuoto ha smarcato Mexes, libero di calciare a botta sicura e a porta sguarnita. Un’altra sua indecisione, inoltre, aveva posto un Matri ancora a secco per propri demeriti nelle condizioni di segnare di rapina. 

Nemmeno Curci, esaltato dalla maggior parte della stampa, ha dovuto mettere a segno interventi straordinari: ha parato il parabile, nulla di trascendentale, sono state le punte rossonere ad avere sparato a salve. Ecco, per uscire dalla crisi di risultati, queste situazioni non devono più ripetersi. Il Milan non può non sfruttare i punti deboli degli avversari e trasformarli in punti di forza.

Elemento chiave: Pedro Obiang. Centrocampista in possesso di fisicità, aggressività, senso del gioco, abilità nell’impostazione e dinamismo, lo spagnolo è il fulcro del gioco della Sampdoria. Ha potenzialità da campione, può esplodere da un momento all’altro. A lui sono affidate le chiavi della mediana dei Blucerchiati. Ha il compito di impossessarsi della metà campo, di interdire il più possibile, di fare ripartire le azioni e di proteggere la difesa. Ci riuscirà? Non si sa, ma rappresenta un osso duro da superare.