Stipendi rossoneri: ecco di quanto si sono abbassati in soli due anni

kaka robinho chiasso-milan (spaziomilan)
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balotelli milan-psv 2 (spaziomilan)La Gazzetta dello Sport in edicola quest’oggi ha letteralmente fatto i conti in tasca alle squadre di Serie A, in modo tale da presentare una panoramica su quelli che sono gli ingaggi delle squadre italiane dopo la chiusura del mercato. Il trend è sicuramente in netto calo, visto che tutte le venti del maggiore campionato hanno ridotto il loro monte ingaggi rispetto allo scorso anno, segno di tempi che cambiano inesorabilmente.

In questa speciale graduatoria, il Milan detiene il secondo posto alle spalle della Juventus, con una quota di centocinque milioni di euro, drasticamente calata rispetto alle scorse annate (erano 180 milioni nel 2011 e 120 lo scorso anno). Entrando nello specifico della rosa di Allegri, il nuovo-vecchio amore Ricky Kakà ha raggiunto altri due compagni al primo posto, con quattro milioni di euro, gli stessi percepiti da Mario Balotelli e Philippe Mexes. A seguire in terzetto di testa, c’è capitan Riccardo Montolivo a tre e mezzo, e poi un gruppo di giocatori che oscillano tra i tre milioni di Nigel De Jong e i 2,4 del Faraone El Shaarawy, per una Top Ten di alto valore. Gli altri elementi rossoneri percepiscono tutti sotto i due milioni, con i “poveri” Cristante, Vergara e Coppola che, a libro paga, “pesano” poco più di duecentomila euro e chiudono questa classifica. Ricordiamo che tali introiti sono, ovviamente, annuali e che alcuni giocatori, primi fra tutti Robinho e Daniele Bonera, hanno deciso di spalmare il loro ingaggio pure di rimanere a Milanello, dimezzando di fatto l’aggravio economico che pesa sulle casse di Via Turati.

Del resto il momento lo pretende: la crisi che attanaglia il calcio italiano pretende che i conti vengano rivisti al ribasso e che le squadre si impegnino a far crescere in casa i potenziali futuri e solo ogni tanto togliersi lo sfizio di acquistare grandi campioni, come del resto ha fatto il Milan che, soltanto dopo aver rinunciato ad una grande fetta della sua storia, con l’”epurazione” delle estati 2011 e 2012, ha potuto permettersi di condurre in porto le trattative per Balotelli e Kakà, i veri e propri leader di questa squadra, sotto tutti gli aspetti.