Il Borsino. Tre punti fondamentali in una settimana cominciata male

Tre punti di platino chiudono la prima settimana della… rinascita?


birsa robinho milan-udinese (spaziomilan)Si chiude in maniera positiva, almeno per il risultato, una settimana iniziata malissimo, con le ripercussioni dell’incredibile sconfitta contro il Caen e con la decisione del ritiro. Tre punti, quelli di ieri sera, che danno respiro al Milan e soprattutto al suo allenatore, dopo le voci susseguitesi in questi giorni, che hanno ripreso quelli degli scorsi mesi, su un suo possibile esonero e sul nome del suo sostituto. Invece, battendo l’Udinese, grazie all’uomo più decisivo in queste ultime uscite, Valter Birsa, Max rimane aggrappato alla sua panchina, e si appresta ad affrontare il Barça con un morale in parte risollevato, sperando di ripetere l’impresa di San Siro dello scorso anno, ma anche di cominciare a recuperare qualche infortunato. IN RIALZO.

Già, gli assenti. È proprio questa la principale nota negativa di questo Milan di ottobre. L’attacco è decimato, con gli infortuni dei suoi tre migliori interpreti, Balotelli, El Shaarawy e Pazzini, ma neanche la difesa è messa bene, con gli stop di Abbiati, De Sciglio e Bonera e la squalifica di Mexes, che però in Champions ci sarà, così come De Jong, che ieri non è stato del match perché squalificato. Intanto si spera che il recuperato Kakà ritorni a essere decisivo e che SuperMario possa riuscire nel miracolo di recuperare. Questo Milan ha urgente bisogno dei suoi campioni per ripartire. IN RIBASSO.

Nel frattempo, c’è da godersi la più inaspettata nota positiva possibile, da sempre tallone d’Achille del Milan di Allegri, eccezion fatta per l’anno dello scudetto: la difesa. Per la prima volta da tanti mesi torniamo a parlarne in positivo, poiché, evidenziando i sicuri demeriti dell’Udinese, la retroguardia rossonera non subisce gol al Meazza da un mese. Si tratta di un dato da prendere con le molle, ma nemmeno da sottovalutare per una squadra che in questo campionato ha finora preso gol da media retrocessione. Insomma, una garanzia casalinga che costituisce un punto di partenza su cui continuare a lavorare. IN RIALZO.

Se soltanto il primo anno dell’era Allegri il Milan ha avuto una difesa impenetrabile lo si deve in gran parte alla presenza di uno dei difensori di maggior classe e tecnica che la storia del calcio abbia mai conosciuto: Alessandro Nesta. Non per niente la retroguardia milanista è crollata quando il campione romano e il compagno di reparto, Thiago Silva, che insieme costituivano la coppia centrale più forte al mondo, hanno lasciato il Diavolo. Ieri Nesta, giocando la sua ultima partita della regular season in MLS, ha di fatto annunciato l’addio al calcio. In silenzio, come suo modo. Perché Sandro fa parte di quella categoria di calciatori che non urlano in prima pagina e non cercano la luce dei riflettori, se non sono quelli dei campi di gioco. Un campione dentro e fuori dal rettangolo verde, con un talento enorme e una serietà estrema, che non può che produrre un’immensa stima nei suoi confronti da parte di chiunque ama questo sport. Quando un fuoriclasse così lascia, c’è sempre da essere tristi, ma per la sua straordinaria carriera non possiamo che rendergli omaggio. IN RIALZO.




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