Il settore giovanile rossonero dribbla il bullismo con Pepita

Il settore giovanile rossonero dribbla il bullismo con Pepita


Primavera Milan-Cagliari (Spaziomilan)MILANO – Sono ripresi ieri, lunedì 7 Ottobre gli incontri organizzati dagli operatori di Pepita Onlus, la Bottega dell’Educare, con le con le squadre del Settore giovanile dell’AC Milan. Da tempo i fatti di cronaca con al centro bulli e bulle sollecitano riflessioni su come affrontare e frenare un fenomeno sempre in divenire che sembra toccare le giovani leve di una società civile attonita e impotente.

#Usalatesta
è il modello creato dalla cooperativa sociale per coinvolgere ragazzi, famiglie ed educatori in una metodologia attiva, fondata sul “mettere in gioco” vissuti, emozioni, sensazioni ed esperienze personali nella sperimentazione diretta, grazie alla quale i ragazzi recepiscono e fanno propri i concetti divenendone portatori.

Dalla fine di agosto Pulcini, Esordienti, Giovanissimi hanno preso ai laboratori interattivi, guidati da pedagogisti, educatori e psicologi e messi a punto per far leva sul senso di responsabilità verso se stessi e verso gli altri per comprendere e affrontare il cyber bullismo fuori e dentro il campo. I ragazzi hanno potuto “tirare fuori” le loro emozioni di fronte al problema e generare essi stessi possibili soluzioni tradotte poi in messaggi efficaci per una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo.

Con i più grandi delle squadre giovanili Pepita Onlus, insieme allo staff dell’AC Milan, partirà dal presupposto che i giocatori, i giovani giocatori del Milan, possano diventare con la loro “presenza” strumento di sensibilizzazione per veicolare messaggi positivi sull’uso delle nuove tecnologie e sulla prevenzione di episodi di cyberbullismo.

Attraverso un laboratorio dinamico, verranno attivate i vissuti, le esperienze e le riflessioni dei giovani atleti sul loro essere “cittadini digitali”. Il percorso, strutturato in 5 incontri, porterà i ragazzi ad elaborare due diversi concept per la realizzazione di altrettanti spot. Il linguaggio televisivo fungerà da contenitore per il messaggio che i ragazzi vorranno far passare ai loro coetanei.

“Non chiederemo ai ragazzi di inventare degli slogan”, ha spiegato Ivano Zoppi, Presidente di pepita Onlus, “ma di partire dal loro vissuto per responsabilizzare i loro coetanei: una presenza attiva, responsabile che coinvolge i giocatori del Milan e può essere replicabile e declinata in tutte le realtà di cui i ragazzi sono parte, dalla scuola alla comunità”.

Nel corso degli incontri i ragazzi saranno attivati a raccontare e raccontarsi. Sulla base dei loro vissuti, delle loro esperienze e del loro “essere giocatori di calcio” verranno girati e montati gli spot. Ciascuno di loro sarà coinvolto con un ruolo attivo: protagonisti, supporto tecnico, comparse, copy per gli storyboard.

I due spot d’effetto, giocati sul senso delle regole nel calcio e nella vita, saranno diffusi attraverso i canali della Società – il sito, lo stadio e le scuole calcio – prima di ogni partita con l’obiettivo finale di educare i giovani alla responsabilità attiva, renderli consapevoli dei rischi dell’abuso delle tecnologie di cui dispongono e mettere il bullo alle strette.

I DATI RECENTI – Oltre il 90% degli adolescenti in Italia sono utenti di internet e il 98% di essi dichiara di avere un profilo su uno dei social network più conosciuti (facebook, twitter), il 52% dei giovani utenti di internet si connette almeno una volta al giorno, il 70% dichiara di aver chattato con uno sconosciuto almeno una volta. Il popolo dei nativi digitali riceve un cellulare in dono intorno ai 9 anni nel 44,4% dei casi, nel 17,6% prima dei sette anni.

E con gli smartphone l’accesso a Internet diventa incontrollabile. Un canale sempre aperto dove oltre agli amici possono trovare spazio anche offese, umiliazioni fatte di aggettivi pesanti e violenze verbali, filmati con immagini spesso rubate che possono compromettere il fragile equilibrio di un giovane o di una giovane ancora così insicuri di sé e del proprio corpo. Grandi opportunità, la possibilità di essere sempre “taggati” nel quotidiano virtuale della tua rete di amici, ma ancora scarsa consapevolezza dei rischi che un uso improprio di mezzi e linguaggi può comportare per loro e per i loro coetanei.

EDUCARE ALL’ASCOLTO – “Fondamentali sono l’ascolto e la capacità di mettere dei limiti”, spiega Ivano Zoppi, Presidente di Pepita Onlus, “perché il controllo da parte dei genitori diventa sempre più difficile. I ragazzi di oggi hanno più difficoltà ad aprirsi alla relazione e il bullismo nasce spesso da disturbi relazionali e della sfera affettiva. I genitori, come gli animatori che stanno con loro, hanno il compito di educare e per farlo è importante darsi tempi e regole per tenere vivo il dialogo”. Per questo i laboratori di Pepita Onlus non propongono alcun approccio frontale e cattedratico, ma una forma di edutainment che permette a tutti di “dare” il proprio contributo e divenire soggetti attivi per la comunità.

(Fonte: AcMilan.com)




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