Inzaghi Milan: "Prima Squadra? Tra due anni, ma solo se..."

Inzaghi: “Con Allegri il confronto è costante. La mia Prima Squadra è l’entusiasmo in Primavera, ma…”


Inzaghi (SpazioMilan)Lo confesso, il pallone mi manca. Ricordare i vecchi tempi mi mette malinconia, spesso ho pensato che avrei ancora potuto giocare: paranoie che cerco di evitare. Adesso alleno e mi piace tantissimo, i gol più belli sono i miei ragazzi”. Sono le prime parole di Filippo Inzaghi, allenatore della Primavera del Milan, intervistato dal mensile ufficiale rossonero “Forza Milan!”. Un’attenta valutazione della rosa, un primo commento delle buonissime cose fatte fin qui e anche importanti indicazioni sul suo avvenire, con il sogno Prima Squadra sempre vivo. Sempre più vicino.

Innanzitutto Pippo presenta la sua squadra, pregi e difficoltà: “All’inizio la mia maggior preoccupazione è stata cercare di amalgamare gli Allievi Nazionali dello scorso anno con i ragazzi che erano già presenti con Dolcetti, facendoli diventare un gruppo unico. Tutti sono stati bravissimi fin da subito: nei primi giorni si vedevano le differenze, ma presto i due nuclei si sono amalgamati alla grande. E’ questo il segreto per una buona partenza, anche se c’è tanto da lavorare. Ho la fortuna di avere uno staff collaudato, lo stesso dell’anno scorso con in più Beniamino Abate come allenatore dei portieri, che conosco bene ed è ben preparato. Insieme a loro si aggiungono anche le persone di Milan Lab ed il tutor Andrea Pecciarini: ho tutto quello che mi serve. Lo staff è fondamentale per un allenatore: ascolto tutti e poi decido con la mia testa, ma sono sempre pronto a cambiare idea. Da allenatore sono più disponibile al confronto, però anche da giocatore sono sempre stato autocritico: quando commettevo un errore cercavo di capirne il motivo, è quello che sto cercando di insegnare ai miei giocatori”.

La novità più bella di quest’anno è stata la UEFA Youth League, la Champions dei giovani che viene affrontata di pari passo insieme al Milan di Allegri, quasi stesso giorno e stessi avversari: “Sapevo che giocare a livello continentale sarebbe stato bellissimo per loro, ma non pensavo fosse così bello. La gara contro l’Ajax è stata entusiasmante. Rispetto al campionato in Europa ci sono campi perfetti e formazioni che cercano sempre di giocarsela, lasciando liberi più spazi. E’ una bella esperienza, dopo il sorteggio abbiamo capito che avremmo affrontato le squadre europee più forti a livello giovanile: se riusciremo a qualificarci sarebbe una gran cosa. Tra poco arriva il Barcellona. Vedo crescere l’entusiasmo, nello spogliatoio dopo Ajax-Milan l’euforia si percepiva. Ma è adesso che viene il difficile, la crescita deve continuare giorno dopo giorno”.

Perché l’obiettivo non è solo vincere, perché il pensiero di Inzaghi è ambizioso: “C’è un confronto costante con lo staff di Allegri. Loro giocano con il trequartista e anche noi abbiamo provato a proporlo in campo: una linea precisa da seguire che sento a mio agio. Il mio compito principale è quello di far migliorare i ragazzi, far giocare quelli che reputo più bravi e promettenti, cercando di dare presto delle risorse alla Prima Squadra. La vittoria non è essenziale, ma se viene tanto meglio. Possiamo toglierci grandi soddisfazioni. Io vivo alla giornata, sono stato molto felice per il contratto triennale che mi ha proposto Galliani, mi auguro di rispettarlo e di rimanere sempre qui. La Primavera mi sta aiutando molto, il prossimo anno sento che continuare con il gruppo dei ’96 e ’97 sia la cosa giusta, poi… Fra due anni ci ritroveremo come sempre con la società, che mi stima, vedremo che quel avrò fatto e quello che mi proporranno”.

Infine, considerazioni sulla Serie A: “La Juventus è ancora la squadra favorita, le altre però si sono rinforzate e le daranno filo da torcere: Napoli, Inter, Fiorentina, Roma. Anche il Milan. Sono curioso di vedere che vincerà alla fine. In Europa le italiane possono ancora dire la loro, ma è difficile competere con corazzate come Barcellona e Real Madrid, che acquistano Neymar e Bale. Ci vuole pazienza, non c’è più il denaro di una volta, ma il Milan può ritornare a primeggiare: non a caso è il club più titolato al mondo“.




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