Il Borsino. Mai così in basso nell'era Berlusconi

Silvio, con te mai così in basso


BERLUSCONI GALLIANISi conclude in maniera drammatica e, tuttavia, prevedibilissima, l’ennesima settimana negativa del Milan di inizio stagione. La quinta batosta, maturata ieri sera in casa contro la Fiorentina, ha finalmente provocato una reazione anche da parte della Curva Sud, che, come molti milanisti ormai da tempo, ha perso decisamente la pazienza. Uno scenario fatto di sole ombre non si ricorda in tutti i 27 anni dell’era Berlusconi. Mai un Milan così privo di gioco, di idee, di prestazioni, di corsa, di grinta, di tecnica, di attenzione. Potremmo scrivere un Borsino infinito di negatività, ma, per non annoiare i lettori, ci accontentiamo di ricordare quali sono le pecche di una squadra che, piaccia o no, in questo momento è da retrocessione. Innanzitutto per le prestazioni sul campo, che non arrivano, e non sembra vi sia una luce in fondo al tunnel da questo punto di vista. La squadra non ha idee, non ha inventiva, non ha incisività. Ci speriamo, ma stentiamo a credere che l’ennesimo ritiro possa servire a qualcosa. IN RIBASSO.

Potremmo anche evitare di spendere tante parole, perché c’è una classifica che parla più chiaro di qualsiasi vocabolo. Dodici punti in undici gare, diciannove gol subiti, tre vittorie e cinque sconfitte, con tre pareggi in cui veramente si è visto poco del blasone del Milan. Una zona Champions che adesso è distante sedici punti ma con molte più concorrenti agguerrite della scorsa stagione e che, quest’anno, diciamocelo chiaramente, è irraggiungibile. Sarebbe un miracolo agguantare l’Europa League. Al di là di ogni pessimismo, è questo che dice la classifica, questo dicono le prestazioni, questo dice una squadra senza identità. IN RIBASSO.

Una formazione i cui simboli dello sfacelo sono la difesa e Balotelli. I perni su cui bisognava costruire la rinascita si sono sfaldati, con un reparto arretrato che prende gol in tutti i modi e da tutte le posizioni, che sulle palle alte è imbarazzante, tanto che si ha sempre la sensazione che chiunque voglia sbloccarsi, contro il Milan può farlo. Per quanto riguarda un Mario ora non più super, non sembra volersi scrollare di dosso quel nervosismo che lo perseguita e che, gli esempi sono infiniti, potrebbe compromettere una carriera che per il talento si prospetterebbe brillante. Ma Mario è l’anima di questo Milan, e questo Milan è nervoso, assente, incapace di colpire. IN RIBASSO.

Chiudiamo, e mai chiusura fu più meritata, con i veri responsabili di questo sfacelo. La Curva Sud ha preso una posizione chiara, netta e inequivocabile, difficilmente non condivisibile: è la società ad avere tutte le colpe, per aver abbandonato la squadra (nella persona di Silvio Berlusconi) e per aver concluso un mercato estivo senza colpi di rilievo e soprattutto con acquisti del tutto inutili alla causa. Questo si è evinto dallo striscione di ieri sera e questo è il pensiero di molti tifosi rossoneri, compreso il sottoscritto. Tuttavia, personalmente, non credo si possa esonerare (termine mai così di moda) Allegri da ogni responsabilità. Non si vede cosa abbia fatto il tecnico toscano per meritarsi la riconferma su una delle panchine più prestigiose del mondo. Se la squadra è senza grinta, senza mordente, senza una fisionomia tattica, la colpa non può essere solo della società; se fai scaldare Matri nell’intervallo e poi inserisci un Niang sempre più inesistente, la colpa non è della società, se ti ostini a giocare con un modulo che non garantisce niente di niente, poco c’entrano i dirigenti; se non sostituisci quasi mai un Balotelli inesistente, cosa c’entrano Galliani e co.? E allora bisogna avere il coraggio di dirla tutta: le colpe sono equamente divisibili, una società inesistente che ha abbandonato la squadra al suo destino è da affiancare a un allenatore le cui responsabilità sono evidenti. Non ci nascondiamo, non esistono elementi difendibili adesso, da Berlusconi fino all’ultimo dei panchinari. IN RIBASSO.

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