Celtic Milan - Ancora una volta decisiva la quinta gara del girone

Europa, la storia si ripete: Glasgow come Bruxelles, serve solo vincere

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I tifosi del Milan dopo questa sosta sperano di ritrovare una squadra carica e combattiva che sia in grado di affrontare le prossime delicatissime partite. In campionato arriva il Genoa ma la mente di quasi tutti, speriamo non dei giocatori, è già rivolta alla sfida di Champions contro il Celtic di martedì prossimo, una gara che può valere la qualificazione agli ottavi.

Era esattamente un anno fa, 21 novembre 2012, quando la banda di Allegri scendeva in campo per giocarsi il passaggio del turno alla penultima partita del girone. La scorsa stagione lo scoglio da superare era l’Anderlecht che come blasone e come storia è di molto inferiore alla squadra scozzese ma che comunque rappresentava un ostacolo insidioso. Il Milan prima di quella trasferta in campionato aveva pareggiato 2-2 al San Paolo grazie a una straordinaria doppietta di El Shaarawy che poi segnò anche in Belgio. La partita di Napoli fu un po’ il crocevia della stagione, sotto di due gol il Milan poteva crollare invece riuscì a trovare il pari, e diede il via alla rimonta culminata con il terzo posto.  La squadra quindi l’anno scorso arrivò alla trasferta europea decisiva con il morale abbastanza alto e con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque e infatti dopo una sofferenza iniziale trovò il vantaggio con El Shaarawy, e poi blindò il risultato con la magia in rovesciata di Mexes e con il gol di Pato e a nulla servì il momentaneo 1-2 dei belgi. La situazione mentale di quest’anno è diversa, la squadra sembra inerme, senza gioco, quasi sempre in balia degli avversari e Allegri non sembra ancora aver trovato il giusto modulo per far rendere al meglio i giocatori. Ma il calendario non aspetta, bisogna battere il Genoa e poi volare nell’inferno del Celtic Park per portare a casa i tre punti e il recupero del Faraone, anche per un fattore di cabala, è una notizia più che positiva per il tecnico.

Il Milan non può e non deve fare calcoli, probabilmente anche un pari o addirittura una sconfitta potrebbero bastare se il Barcellona dovesse battere l’Ajax e poi il Milan vincesse a San Siro contro i lanceri ma una grande squadra non può fare questi ragionamenti. Novembre torna a essere un mese spartiacque della stagione che quest’anno sembra già compromessa ma che, come l’anno scorso, potrebbe in qualche modo cambiare grazie a un’altra notte magica europea.

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