L’addio di Galliani: buonuscita entro fine anno, passaggio di consegne a maggio. E sul futuro…

Calcio: Champions League; Barcellona-MilanVentisette anni di onorata carriera. Di successi. Ma anche di grane. Sempre in prima linea per difendere il Milan e costruire vittorie. Adriano Galliani si appresta ora a passare il testimone ad un nuovo board dirigenziale guidato da Barbara Berlusconi. Non si conosce ancora l’esatto calendario dei tempi che saranno comunque scanditi con “dolcezza” per non scuotere l’ambiente Milan con la veemenza di una rivoluzione.

Ad ogni modo, il rinnovo dell’assetto societario prenderà forma entro l’avvio della prossima stagione. Per questo motivo si sta ovviamente affrontando il nodo relativo alla liquidazione di Galliani che entrerà come voce del bilancio 2013, quello che sarà approvato dall’Assemblea dei soci entro aprile e che potrà certamente contare delle entrate derivanti alla partecipazione alla Champions League. Sulla cifra, però, non ci sono ancora conferme. Le prime stime oscillano su un’ampia forchetta, tra 10 e 50 milioni. Conteggi che saranno fatti con tutti gli accorgimenti del caso da esperti di alto livello, a cominciare da Bruno Ermolli, il manager di fiducia della famiglia Berlusconi, già membro del cda di Mediobanca, Mediaset e Mondadori.

LEGGI ANCHE:  Tutti pazzi per Leao, dopo il Real Madrid anche un altro top club interessato: dalla Premier League!

Una volta fissata la buonuscita, Galliani dovrà decidere sul proprio futuro professionale: da una parte c’è la possibilità di tornare alle origini, in Fininvest, dall’altra l’ipotesi di un incarico all’interno della rinata Forza Italia. Sul fronte politico il futuro potrebbe essere cominciato ieri, quando l’amministratore delegato rossonero ha incontrato in privato il vicepremier Angelino Alfano, leader degli “scissionisti” del partito di Silvio Berlusconi. “Con Galliani non abbiamo parlato di politica”, ha precisato ieri l’ex segretario del Pdl. Ma paradossalmente è possibile che il buon Adriano abbia vestito i suoi panni migliori, quelli del mediatore. In questo caso non per accaparrarsi un talento calcistico, ma per ricucire strappi nel centrodestra italiano.