paolo berlusconi - Il fratello del Cavaliere sul futuro del Milan

SM RELIVE/ Paolo Berlusconi: “Spero che Thohir continui a non vincere. Kakà uomo dell’anno. Con Honda sarà un Milan più forte”


E’ uno dei nomi confermatissimi dopo l’ultimo Cda rossonero. Paolo Berlusconi mantiene saldamente la carica di Vice Presidente, insieme ad Adriano Galliani (vicario) e Barbara Berlusconi. Classe 1949, condivide da sempre la passione per il Milan insieme al fratello Silvio. Un legame che si carica di ulteriore significato anche alla luce dei nuovi incarichi riservati alla nipote. Ma soprattutto Paolo Berlusconi è sempre stato un attento osservatore tecnico della squadra. Il direttore di Milan Channel, Mauro Suma, lo ha ospitato telefonicamente per un’intervista esclusiva dopo la conferma del Cda e, soprattutto, a poche ore dal derby di dopodomani contro l’Inter.

L’INTERVISTA IN PILLOLE

– Sul nuovo stadio: “E’ sempre stato uno dei nostri pallini, di Adriano in primis. Dopo la ristrutturazione del 1990, San Siro ha già cambiato faccia, ma non siamo a livello di squadre inglesi, spagnole, tedesche. In Italia ci creiamo difficoltà con vincoli e norme urbanistiche. Dovremmo fare progetti ad hoc e decidere se utili, quindi trovare sistema legislativo e normativo per realizzarli. Spero che non si ripeta la miopia del passato. Per la copertura del 1990 avemmo problemi perchè si pensava che non fosse utile per la collettività”.

– Su Mario Balotelli: “Credo che sia sotto gli occhi di tutti il processo di maturazione. Lo vediamo nel modo in cui subisce i falli, li accetta sempre di più. E’ un grosso sforzo del ragazzo, perchè è uno abituato a prenderle, vorrebbe ribellarsi e si limita. E’ frutto di un lavoro della società. Sta diventando l’erede di Sheva, Ibrahimovic e Weah, sarà in grado di dimostrarlo. Seguiamolo con amore e ci darà tante soddisfazioni”.

– Sull’ultimo Cda del Milan: “Confermo assolutamente sull’atmosfera serena. E’ stato un Consiglio leggermente diverso dai precedenti, perchè si è dato il via a questa nuova configurazione del Milan futuro. Adriano è riconosciuto come dirigente massimo nella storia del calcio italiano. Liberandolo della gestione dell’azienda Milan può solo giovare perchè si liberano tempo e forze per la parte sportiva. Barbara aveva l’entusiasmo della ragazza giovane, che voleva dare la propria impronta. Giustamente come tutti i giovani, è molto spontanea. Con la regia di Silvio che ha saputo coniugare queste due realtà, le ha avvicinate, ha fatto venir meno quelle nuvole che ci potevano essere di incomprensioni, le due realtà si sono incontrate con logica, intelligenza e amore per il Milan. Questa soluzione consente al Milan di presentarsi in maniera monolitica all’interno e all’esterno”.

– Sui prossimi mesi: “Con l’arrivo di Honda e altri innesti avremo un Milan migliore di quello del 2013“.

– Su Kakà: “Temevo un ritorno come quello di Sheva, pensando che non fosse più quello di un tempo. Devo dire che è stata la sorpresa più bella del 2013.

– Sul 2013 del Milan: “E’ stato un anno non di gloria, comunque di lotta. Abbiamo raggiunto risultati positivi. Il Milan subisce la crisi economica e fiscale che rende le squadre italiane meno competitive delle tedesche e spagnole. Il Milan di oggi non è la squadra che dominava in tutti i campi. Anche se dobbiamo ricordarci che a volte in Italia hanno vinto squadre meno attrezzate, penso agli amici del Cagliari e del Verona. Avventure bellissime che tutti abbiamo ammirato con simpatia”.

– Sulla svolta indonesiana dell’Inter: “Da un lato penso che se le cose si stabilizzassero nel senso che la squadra dei nostri amici cugini continuerà su questi livelli e quindi non abbia vinto una partita da quando c’è Thohir, noi di sponda milanista saremmo assolutamente soddisfatti… Parlando seriamente credo che dobbiamo assistere con molto rispetto alla decisione di Moratti, perchè è una decisione molto sofferta. E’ una creatura della sua famiglia, come lo è il Milan per noi. Se lui ha dovuto lasciare la presidenza dell’Inter, è il segno del cambiamento dei tempi”.

– Sul coinvolgimento di Gattuso e Brocchi nell’inchiesta del calcio-scommesse: “Si mettono in mezzo persone sulla base di indizi che non hanno nessuna rilevanza. Mi chiedo perchè. Forse perchè la giustizia in Italia è quella che è. La voglia di apparire di certe persone è grande. Mi auguro che le persone coinvolte senza motivo abbiano la forza morale per lasciar passare e non preoccuparsi troppo”.

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