Alessandro Jacobone in: “Oltre il risultato, così non va”

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La Befana vien di notte, mentre il Milan e i suoi problemi arrivano puntuali nel pomeriggio di questo 6 Gennaio. Il risultato, importante per la classifica e per il morale, è infatti l’unica nota positiva insieme all’esordio “da grande” del giovane Bryan Cristante del quale parleremo più tardi. Il risultato rotondo quanto ingiusto, non riesce infatti a far dimenticare a noi tifosi i problemi di una squadra che non riesce a crescere e che si è trovata schiacciata in casa per diversi minuti da una modestissima ma coraggiosa Atalanta.

Solo i lampi del vero capitano del Milan hanno permesso ai rossoneri di ottenere tre punti importanti nello scontro “salvezza. Fate attenzione al virgolettato poiché è mia intenzione discostare la mia persona e il mio essere tifoso da tale vocabolo. Sulle pagine dello Zanichelli Rossonero non dovrebbe neanche essere aggiunto a matita ma le dichiarazioni del “dimissionario di gomma” hanno rotto questo tabù e la pazienza di tutti i tifosi rossoneri, compresi i suoi seguaci più tenaci. La data dell’addio ufficializzato è ancora troppo lontana e c’è un intero girone di ritorno da seguire in apnea per noi tifosi rossoneri. La sofferenza per la pressione dell’ Atalanta nel secondo tempo non la si può cancellare con delle giocate di Ricky, ne tantomeno guardando una classifica che ancora oggi stona nella storia della compagine rossonera.

La realta’ è assai più dura di quello che gli inquilini di via Aldo Rossi vogliano far credere. E a credergli sono sempre di meno, anche se a loro sembra proprio non importare molto. Le dichiarazioni del futuro ex amministratore delegato hanno il sapore di impotenza assoluta. L’impossibilità di poter partecipare a qualsiasi asta per l’acquisizione di giocatori che nel Milan, in tempi non lontani, non avrebbero neanche portato l’acqua a bordo campo ai compagni, è l’ennesima dimostrazione di quanto si debba parlare chiaramente e senza mezzi termini. Dove volete arrivare? Cosa pensate di fare di questo Milan? La legge del “non arriva nessuno se non parte nessuno” non può essere applicata. Primo poiché una squadra a 27 punti dalla vetta meriterebbe un altro approccio al mercato di riparazione. Secondo poiché la domanda sorge spontanea. Chi ti paga per i “signor nessuno”? Le partite si vincono con i campioni ed oggi la partita contro l’onesta Atalanta ne e’ stato lo spot più chiaro per tale messaggio. La differenza tra le due squadre l’hanno fatta solamente la giocate di giocatori dalla tecnica superiore ai restanti protagonisti in campo. Un super Abbiati e la mancata classe degli attaccanti bergamaschi, hanno infatti evitato che l’Atalanta raggiungesse un pareggio, al momento, piu’ che meritato. Senza i campioni, neppure i giovani possono crescere nella giusta maniera.

Sono convinto infatti che senza i due goal di Riccardino, il giovane talento made in Canada non avrebbe avuto il coraggio di provare il tiro dai 25 metri e non saremmo qua a festeggiarlo per la sua prima rete nella massima serie. Bryan è stata infatti la nota dolce di questo pomeriggio post abbuffate e la sua sicurezza e presenza in campo ha vagamente ricordato la prestazione di un altro grande campione che ha mostrato la sua classe dopo pochi minuti di gioco, Demetrio Albertini. Ricordo ancora quando, di ritorno dal prestito al Padova, debuttò con un paio di lanci millimetrici che spinsero Carlo Pellegatti a soprannominarlo “Metronomo”. Una vera gioia per gli occhi. Cristante ha lo stesso futuro con la facilitazione di non avere mostri di intelligenza calcistica con i quali competere per la titolarità in questo Milan. Mi auguro solo che questa prestazione non funga solamente da vetrina per le operazioni in uscita in casa Milan. Appurato che lo scarso utilizzo sia principalmente una delle colpe del signor “mi dimetto ma lo stipendio lo voglio lo stesso”, cederlo in comproprietà agli “amici di merende” sarebbe l’ennesima beffa per la tifoseria rossonera.

Come potrete notare, i miei toni sono polemici e al limite dell’educazione. Ma lo sono anche la pazienza mia e quella di una tifoseria intera che merita ben’altro che sentirsi partecipe ad una corsa per non retrocedere. Il Milan agli ottavi di Champions non deve infatti farci illudere poiché i rossoneri di oggi, in tema di competitività calcistica, sono zero quanto l’inglese esibito da Galliani nel benvenuto al giapponese Keisuke immortalato da Milan Channel. A proposito del primo “Samurai” in maglia rossonera, come non accogliere a braccia aperte il suo magico sinistro nella speranza che aiuti il Milan a risalire? Per il momento abbiamo appurato due cose. Che il suo cognome abbia l’accento sull’ultima vocale e che si pronunci Hondà. E che questo faccia inesorabilmente rima con la situazione attuale del Milan che cosi’ non va’.

Alessandro Jacobone Milanisti Non Evoluti @nonevoluto