Troppi interrogativi in difesa, una certezza: urgono soluzioni rapide

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La sconfitta di ieri contro l’Udinese, che ha sancito l’eliminazione dalla Coppa Italia, pesa come un macigno sul Milan, che ora dovrà immediatamente voltare pagina e concentrare tutte le attenzioni sul prosieguo del campionato e sulla doppia sfida di Champions contro l’Atletico Madrid di Diego Simeone. Oltre le grandi difficoltà palesate nella fase di costruzione e finalizzazione della manovra, è stata la difesa a mostrare le maggiori lacune, con gli attaccanti dell’Udinese che hanno creato tanti, troppi, pericoli alla macchinosa retroguardia rossonera, apparsa in evidente debito d’ossigeno nell’ultima mezzora di gioco. Ma analizziamo singolarmente i membri del pacchetto arretrato scesi in campo ieri al Mezza per capire le motivazioni di una prova, nel complesso, molto grigia.

DE SCIGLIO: Il terzino prodotto del vivaio rossonero è sembrato meno propositivo e ficcante del solito, soprattutto nel primo tempo, quando soffre un cliente non facile come Gabriel Silva. Nella ripresa, il classe ’92 prova ad invertire la tendenza, ma quando in area non ci sono centravanti abili nel colpo di testa, i cross inevitabilmente finiscono preda dei difensori avversari. Apparso anche precario dal punto di vista fisico, DeSci deve ritrovare presto la forma fisica migliore e tornare a dare manforte al pacchetto arretrato.

ZAPATA: Il centrale colombiano era senza dubbio il più positivo dei suoi e per questo la sostituzione al minuto trentasei è stata una bella mazzata per la squadra rossonera. Tiene bene a bada il connazionale Muriel e la sua abilità negli spazi ampi manca moltissimo al Milan nella ripresa quando i folletti bianconeri scorazzano indisturbati nella metà campo meneghina.

RAMI: Appuntamento importante per il colosso francese, chiamato a dimostrare le sue qualità e soprattutto a meritare il posto da titolare nel Milan. Il neo acquisto proveniente dal Valencia mostra buone doti di tempismo e marcatura, ma paga una condizione fisica a dir poco precaria, che ovviamente non favorisce un giocatore macchinoso come lui. Nella ripresa toglie qualche castagna dal fuoco ai rossoneri e non può nulla sul gol di Nico Lopez. C’è da lavorare, ma se tornasse quello ammirato in Spagna, sarebbe un ottimo colpo per il Milan.

EMANUELSON: Siamo certi che al minuto quaranta del primo tempo i tifosi rossoneri avranno avuto un deja-vù che li ha riportato indietro di qualche mese alla gara contro il Genoa. Anche lì il Milan, in vantaggio per 1-0, viene rimontato da un rigore di Gilardino causato da uno scellerato fallo dell’olandese che frana letteralmente su Vrsaljko. Ieri lo stesso con Widmer, che spesso e volentieri gli sfugge sotto gli occhi e al suo cospetto sembra il Maicon dei tempi del Triplete. Come detto nelle pagelle di ieri “I polmoni non mancano, manca la fase difensiva. Come al solito“. Col rientro ormai imminente di Abate, l’ex Ajax pare destinato a tornare stabilmente in panchina.

MEXES: Il peggiore, senza ombra di dubbio. Convocato in extremis a causa dell’influenza che ha messo KO Zaccardo, il difensore francese subentra a Zapata e disputa un’ora di gioco da incubo. Nervoso, cattivo, impreciso, svogliato, compie un intervento durissimo su Widmer che in Europa avrebbe significato rosso diretto. In altre parole: ha la testa altrove. Le voci di mercato lo hanno sensibilmente destabilizzato ed ormai la cessione (si parla di un accordo ormai prossimo col Trabzonspor) è l’unica soluzione per un difensore che ha ormai non ha più nulla da dare al Milan.

ABATE: Il terzino di Sant’Agata dè Goti entra in campo al minuto 87, ed in sei minuti non può ovviamente cambiare le sorti partita. Quantomeno ha potuto ri-assaggiare il campo, nella speranza che possa presto tornare al suo posto e formare insieme a De Sciglio la coppa di terzini titolare di questa squadra.