Troppe chiacchiere su come sarà il Milan del prossimo anno. Pensare al presente è così difficile?

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Fabrizio Villa collabora con SpazioMilan.it da settembre 2011, dopo esser stato realizzatore nel 2010 per Sky Sport. È allenatore, con esperienze nei settori giovanili della Pro Sesto dal 2006 al 2010 e del Crescenzago nel 2011.

Indipendentemente da quale sia la nostra opinione su Massimiliano Allegri, sarebbe saggio esternarla il meno possibile. Di questo suggerimento dovrebbero far tesoro in primis in via Aldo Rossi.

Troppe le energie sprecate a pensare come potrà essere il Milan con Clarence Seedorf in panchina. Troppe in relazione alle possibili azioni pratiche che in tal senso si possono attualmente intraprendere. Per quanto si possa disprezzare il gioco espresso dal Diavolo guidato dal Conte Max, è l’unico archetipo di squadra di cui possiamo disporre al momento.

Vi sono problemi strutturali che non scompariranno col solo arrivo di Seedorf, ci sono alcuni buoni giocatori su cui si potrà fare affidamento e poi c’è Kakà. Ma da oggi a fine stagione, qualsiasi considerazione sul futuro del club dovrebbe esser congelata.

In cuor nostro tutti siamo a conoscenza del fatto che lo staff tecnico di cui disponiamo ora, non verrà toccato fino a maggio. Nel bene e nel male questo è il Milan che ci toccherà supportare. Limitarci a sopportarlo non è d’aiuto a nessuno. Un allenatore a tempo determinato è già di per sé complicato da digerire per uno spogliatoio; figuriamoci per una squadra a metà classifica, figuriamoci se uno giorno si e l’altro pure siamo costretti a parlare di quale giocatore verrà acquistato in estate per il nuovo corso e con quale organigramma societario verrà costruito il nuovo Milan.

Restiamo concentrati sul presente, perché malgrado i 101 gol di Ricardino nostro e il primo in serie A di Bryan Cristante (finalmente in campo!), siamo comunque nella colonna di destra della classifica.

Twitter: @fabryvilla84