Esordio amaro ma prestazione buona: Honda nella disfatta di Sassuolo

Honda
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Non è stata la serata giusta per esordire, tutto qua. Per Keisuke Honda la prima è stata una steccata della squadra, una sconfitta 4-3 contro un non irresistibile Sassuolo. Il rammarico di una prestazione deludente si aggiunge ai già tanti problemi societari e di una classifica deficitaria che ci vede ancora una volta nella colonna destra arrancanti nella melma di metà classifica. Reggio Emilia potrebbe essere inoltre il capolinea di Massimiliano Allegri e Honda avrà così già due allenatori rossoneri a curriculum dopo neanche due settimane di Milan.

Per il giapponese la sfida al Sassuolo inizia a gara già compromessa, al ’65, sul 4-2 per gli emiliani. L’impatto sulla gara è buono: nella confusione tattica del Milan visto ieri si impossessa della zona destra della trequarti, accentrandosi spesso per ricevere il pallone tra le linee. Le giocate semplici e spesso di prima dimostrano quanta qualità abbia e lo fanno apparire nel buio totale del diavolo. Una punizione completamente sballata fa sussultare dopo le pennellate viste con la nazionale del Sol Levante e col CSKA. A far tornare la speranza nei piedi buoni di Honda ci pensa quel mancino che si stampa sul palo: come una serata storta in cui il pallone proprio non vuole entrare.

Insomma, la prestazione di Honda non è stata eccellente: buona, ma non eccellente. L’unica differenza coi compagni è che questa è stata la sua prima partita. Ambientarsi coi compagni, tenere il ritmo della Serie A, trovare la posizione giusta in campo. La sufficienza è comunque ampiamente approvata, l’unico con voglia (forse solo Pazzini ha dimostrato altrettanta voglia di fare) nel mezzo del piattume rossonero.