Kakà: “Gioia immensa per la storia, quasi quasi ora punto ai 200… Mai pensato di essere finito”

kaka 8 milan-atalanta (spaziomilan)
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Due gol storici, un successo speciale. Oggi, 6 gennaio 2014, Ricky Kakà ha raggiunto e superato quota 100 reti con la maglia del Milan, festeggiati con una prestazione decisiva ed il calore di compagni e tifosi. Il magico 22 rossonero, per esaltare fin da subito il grande traguardo conquistato con pieno merito, ha rilasciato una conferenza stampa a San Siro.

Kakà e la carica dei 101…Non riesco a spiegare l’emozione per questi 101 gol con la maglia del Milan, in 7 stagioni sono davvero tanti. Essere accostato ad una leggenda come Gianni Rivera è una grande gioia. L’emozione più bella di questi 101? Difficile dirlo, ho aspettato tanto e pensavo potessi arrivare a questo traguardo già nel derby perso, purtroppo“.

Tifosi in silenzio, ma non per Ricky: “Sentire i tifosi che cantano il mio coro è bellissimo, una cosa pazzesca e da brividi: mi dà sempre grande carica. Quando non segni per troppo tempo inizia ad esserci un po’ di tensione, chissà se aver segnato una doppietta nella prima partita dell’anno, in vista dei Mondiali, può essere un segno…“.

Una risposta allo scetticismo: “Non ho mai pensato di essere finito, al Real Madrid nessuno potrà dire che non mi sono comportato da professionista: ho sempre dato il massimo, la passione per il calcio non si è mai spenta. Quasi quasi adesso penso ai 200… Voglio lasciare un segno nella storia del Milan, vediamo quello che succederà ancora: farò sempre il mio dovere e il mio lavoro, poi vedremo cosa dirà la storia. C’è qui mio figlio, spero che quando diventerà grande si ricorderà di aver avuto un grande papà, prima di aver visto un grande giocatore”.

L’emozione del 22: “La maglia dei 100 era pronta da almeno 4 giornate, mi sono tolto un peso. Cristante ha giocato benissimo, è giovane ma si è comportato alla grande: l’ho abbracciato perché è bello veder crescere dei giovani del settore giovanile. La barba? Così, volevo cambiare un po’. L’esperienza di Madrid è stata molto bella a livello personale, le cose però non sono andate per il meglio: sono sempre stato abituato bene nel calcio, non so cosa sarebbe successo se non fossi mai andato via da qui”.

Su Honda: “L’ho conosciuto ieri, l’ho visto contento e siamo felici di averlo con noi: speriamo possa aiutarci. L’ho affrontato in Nazionale, è un giocatore molto tecnico, ha i piedi buoni e può essere un valore aggiunto. Lo vedo bene come trequartista, poi deciderà il mister come impiegarlo: di sicuro sceglierà la soluzione più giusta. Siamo contenti che adesso tanti giapponesi tiferanno Milan”.