Nei numeri tutti (o quasi) i motivi di un esonero inevitabile

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Col girone di andata si è chiusa anche l’esperienza di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, dopo tre anni e mezzo conditi da uno Scudetto ed una Supercoppa Italiana. Un epilogo per molti indispensabile, vista la deficitaria stagione che il club rossonero ha vissuto sinora, almeno con riguardo al campionato. Proprio i numeri relativi a questo girone d’andata sono impietosi e costituiscono degli argomenti fortissimi a favore dell’esonero del tecnico livornese, con una squadra mai così lontana dai piani alti della classifica in tutta l’era targata Silvio Berlusconi.

Il più impressionante di tutti recita -30. Sono i punti che separano i rossoneri dalla Juventus prima in classifica, che avrà fatto pure un girone d’andata da record, ma non può aver guadagnato in media quasi 1,60 punti al Milan a giornata. Avendo comunque abbandonato ogni proposito di scudetto ben prima dell’inizio della stagione, sono le distanze dai posti che assicurano l’Europa a preoccupare maggiormente. Il Napoli di Benitez, terzo, è a venti punti, il Verona quinto a dieci, rendendo difficile anche l’approdo alla prossima Europa League. Il Bologna, che attualmente sarebbe l’ultima squadra retrocessa, è “lontana” solo sei punti e questo la dice lunga sull’anonimato e la pericolosità di un undicesimo posto tristissimo, al di sotto di squadre che, non ce ne vogliano, sono decisamente inferiori ai rossoneri.

Del resto, per una squadra che fa più sconfitte che pareggi (sette a cinque), che subisce trenta gol (solo Sassuolo, Bologna, Livorno e Catania peggio di noi),  che non vince nemmeno uno scontro diretto contro le big del campionato, non poteva essere altrimenti. Ora al nuovo allenatore l’arduo compito di trasformare la squadra, sperando che ad avere preoccupazione tornino le squadre che il Milan dovranno via via affrontarlo in questo girone di ritorno.