Sorrisi e lavoro, in punta di piedi: mister Seedorf colpisce subito

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Quella capacità rara di emozionare ed emozionarsi, anche se quell’ambiente lo hai già vissuto per 10 lunghi (e vincenti) anni: gioie e dolori, comunque emozioni. Seedorf lo sa fare. Quello che fin qui ha colpito maggiormente di Clarence, dopo il suo ritorno al Milan da allenatore, è stato il sorriso. Da “Casa Milan” a Milanello, sul campo: niente e nessuno avrebbero potuto rovinargli il suo primo giorno da Mister. Il primo giorno di nuovo in famiglia. Vissuto con entusiasmo e passione. La sveglia non è suonata prestissimo, il riposo era meritato dopo più di 12 ore di volo, prima la firma sul contratto, poi il saluto a dipendenti e collaboratori della sede, la stretta di mano e il viaggio a Milanello insieme a Galliani, i saluti, il pranzo con lo staff e l’allenamento.

Uno dei primi giocatori che ha incrociato è stato Bonera, uno dei 13 ex compagni, che ha abbracciato calorosamente. Stesso trattamente per De Sciglio, Montolivo e Pazzini; ovviamente, anche per il personale del centro sportivo. C’è stato spazio per battere il cinque a Poli e parlare in privato con Honda, soprattutto dialogare fitto con Mario Balotelli. Infine, la seduta di lavoro: Seedorf (in leggero ritardo, ma sempre di buon umore ed affascinante con la divisa rossonera) ha preso parte al torello e anche alla fase tattica, 5 contro 5, osservando più che mettendo mano al fischietto. Per quello ci sarà tempo oggi dalle 12. L’olandese non smette di avere una voglia matta di accarezzare il pallone, preferisce ancora segnare che far imparare a segnare. Tutto in punta di piedi.

Un allenatore di intensità. Una delle cose che ha chiesto subito alla squadra, principio cardine della sua filosofia: organizzazione e serietà, in vista del Verona. Quello che si è respirato ieri è stato un clima di festa, mancava ma al tempo stesso è stato insolito e strano osservare i primi passi del “Professore” quando si è avvicinato ai suoi “allievi” da amico, non da maestro. Vietato illudersi però, Seedorf vuole sudore e sacrificio per meritare il posto. Per un ciclo… di ferro.

(Foto: AcMilan.com)