Così Taarabt parlò del Milan… e di Balotelli

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L’argomento principale della giornata di mercato odierna ha riguardato lo scambio che vede coinvolte la società rossonera e il Fulham, e in particolare i calciatori Christian Zaccardo e Adel Taarabt, centrocampista marocchino le cui doti tecniche difficilmente possono essere messe in discussione, tanto da essere soprannominato il “Cristiano Ronaldo del Marocco”.

Tuttavia, a prescindere dalle doti del calciatore e dalle discussioni in merito a una sua utilità nella rosa attuale, visto che il problema milanista risiede principalmente nel reparto arretrato, in questo articolo vogliamo ricordare che il nome del talentuoso trequartista 24enne, il cui cartellino è ancora di proprietà del QPR, era già stato avvicinato al Milan non molto tempo fa, quando nel QPR ancora ci giocava.

Nel periodo di Natale del 2012, infatti, fu intervistato dalla «Gazzetta dello Sport», rilasciando dichiarazioni sul calcio italiano che all’epoca fecero abbastanza discutere. Nel considerare gli stadi italiani tristi e vuoti, sottolineò che avrebbe rinunciato a quelli anglosassoni “soltanto per il Milan”, di ammirare il lavoro della Juventus, ma di preferire “la cultura milanista”.

Dichiarazioni d’amore che, però, furono subito sostituite da altre quasi di “interesse” e di superficialità nel considerare il club più titolato al mondo: “Il Milan oggi attraversa un periodo meno glorioso e non fa più parte dei top club nel mondo. Però sfondare in rossonero mi aprirebbe le porte di grandissime squadre come il Real Madrid o il Barcellona. E se pure il mio amico Boateng, che con me al Tottenham era un numero 6 e andava spesso in tribuna, gioca da 10, penso di avere qualche chance anch’io”.

Su Balotelli, che all’epoca era ancora del City ma in procinto di vestire rossonero e a cui lo accumuna certamente una non elevatissima percentuale di modestia, aveva detto: “E’ un Taarabt all’ennesima potenza. Ma si sta bruciando. Che peccato vederlo così moscio nel derby più seguito al mondo. Si parla di lui solo per i gossip. Secondo me non ha amici. Se fossi suo amico cercherei di farlo riflettere”.

Ricordiamo, infine, che il “Cr7 del Marocco” si è spesso reso protagonista, in passato, di qualche colpo di testa, come quando abbandonò lo stadio ancora in tuta e tornò a casa in autobus, sol perché sostituito dal tecnico del QPR, o come quando abbandonò il ritiro della sua nazionale perché non schierato tra i titolari. Al Fulham, invece, entrò inevitabilmente in contrasto con un’altra notissima testa calda, Joey Barton, spingendo il presidente del club londinese a cedere al Marsiglia il centrocampista britannico. Insomma, un’altra probabile bella gatta da pelare per Seedorf, che, alla sua prima esperienza da allenatore, dovrà tirare fuori tutto il suo carattere da leader.