SM ANALISI/ Conclusioni e assist: non è un Kakà da primato. Solo numeri o un allarme nascosto?

Nel 2014 ha fatto 100 e 101, poi si è fermato bruscamente. Con Seedorf impegno, voglia e grande classe, ma nessuna realizzazione. Kakà rimane uno dei pochi veri condottieri in grado di guidare il Milan, anche se il cammino sembra essersi fatto più impervio del previsto: è un momento di appannamento. Ricky non segna dal 6 gennaio (doppietta), quasi due mesi: è il periodo di astinenza più lungo da quando è tornato in rossonero. In stagione, nel complesso, ha la media di un gol ogni 316′ (1 ogni quasi 4 incontri): numeri non proprio da capogiro per un giocatore offensivo, anche se da soli non rendono a pieno l’idea.

Ricordare la prestazione di mercoledì scorso in Champions per credere, questo Kakà rimane comunque un valore aggiunto imprescindibile per la squadra. Nelle varie classifiche “personali” della Serie A, però, si osservano alcune cifre che scoprono dei piccoli e forse inconsapevoli problemi: per esempio, Kakà fin qui ha fatto peggio di ben 58 calciatori negli assist (è fermo a 2. Nel Milan, dietro a Robinho, Montolivo, De Jong e Balotelli), una delle sue principali caratteristiche. Non solo: è 43esimo nei tiri nello specchio (Balotelli è secondo, dopo Tevez), 34esimo nelle conclusioni generali (Balotelli è primo) e 23esimo nei passaggi in attacco (hanno fatto meglio Montolivo e De Jong). A livello statistico Kakà non ha nessun primato nel Milan 2013/2014.

Ma l’apparenza può ingannare e non deve creare nessun allarme, anzi, al contrario dovrà rendere consapevole lo stesso Kakà, chiamato a fare di più anche per inseguire fino alla fine il Mondiale. Non sono speranze, sono avvisi chiarissimi: campioni di questo genere, se stimolati, rispondono sempre presente.

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