SM RELIVE/ Brocchi: “San Siro pieno e DNA Seedorf, il Milan ce la può fare in Champions. Monto ed Emanuelson, io giocherei così…”

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E’ il suo primo anno di Milan da allenatore, al momento è ancora primo in classifica e con i suoi Allievi I/II Divisione ha appena conquistato un onorevole terzo posto all’Al Kass International Cup in Qatar: è un gran bel presente quello di Cristian Brocchi, ospite della trasmissione “Studio Milan” su Milan Channel. L’evento Live su SpazioMilan.it.

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Su Abbiati: “Merita di rimanere ancora al Milan, basta che se la senta ancora nel fisico. Christian ha grande personalità per reggere le pressioni, ha un carattere forte: se è convinto, può andare avanti ancora per anni. E’ sempre stato leale, un professionista vero“.

Su Lotito: “Mi sono lasciato molto bene, lo stimo moltissimo e lo ringrazio. A Roma si sta vivendo una situazione assurda, si fa quasi di tutto per trovare negatività. Nella Lazio mi sono trovato benissimo, mi sono sentito rappresentante di un popolo: per questo la Roma mi dà un po’ fastidio…”.

Su Cutrone: “Ha enormi potenzialità, se non molla potrà davvero diventare grande. Assomiglia più a Vieri che ad Inzaghi. Non deve sentirsi arrivato, dovrà migliorare giorno dopo giorno negli allenamenti“.

Sul Settore Giovanile del Barcellona: “A Barcellona è stata proprio cambiata la filosofia fin da piccoli, noi da poco stiamo provando ad arrivare a qualcosa di simile“.

Sul Renate: “Abbiamo pareggiato 3 a 3, dopo essere andati in vantaggio 2 a 0 e poi sotto 3 a 2. Arrivavamo da Doha, un’esperienza bellissima: abbiamo giocato a calcio, anche se contro il Kashiwa abbiamo sofferto molto. Ho in mano un gruppo di buonissimi giocatori, spesso però devo spronarli per non sedersi: il gruppo è fondamentale. La società ci sta fornendo ottimi mezzi e sta investendo sul settore giovanile, speriamo di poter portare presto nuove promesse alla Prima Squadra. Non pensavo che allenare fosse così bello“.

Sul Napoli: “Molto dipenderà dal risultato di Coppa Italia in settimana. Dopo una sconfitta le accuse e le scuse si sprecano, di certo la squadra di Benitez non ha la rosa per competere su 3 fronti. Pandev può sembrare irritante, ma ha nei piedi grandi giocate“.

Sulla lista Champions: “Non so perché tra i giovani non sia stato inserito Piccinocchi, probabilmente come centrali di centrocampo ce n’erano già troppi. Pinato invece è un jolly, può giocare in ruoli diversi“.

Sull’Atletico Madrid: “Ha visto con i suoi occhi gli avversari, ha mandato un segnale, li ha avvisati: così tornerà a casa ben consapevole dei loro pregi e difetti. Ci vorrà un San Siro pieno, quello delle grandi occasioni, e di sicuro anche l’Atletico Madrid avrà un po’ di paura…“.

Su Seedorf a Madrid: “Ha dato un segnale di mentalità e DNA, nelle partite più importanti lo volevo sempre titolari quando giocava. Magari in qualche occasione minore sembrava svogliato, ma quando c’è qualcosa che conta Seedorf c’è sempre. In Champions tutto può succedere, il Milan può battere l’Atletico Madrid: rispetto di tutti ma paura di nessuno“.

Su Montolivo e l’attacco rossonero: “Lo vedo centrocampista, insieme ad un mediano di quantità. Proporrei Emanuelson come trequartista, magari con Balotelli che nell’uno contro uno è formidabile, e poi Pazzini unica punta. E’ bello vedere i giocatori che prendono la palla in velocità, ma con questo modulo serve copertura. Pazzini è affidabile, lì davanti non perdona“.

Su Honda: “Se fosse arrivato in un contesto diverso, con una squadra più organizzata, sarebbe stato diverso. Ci vuole pazienza“.

Su Rami: “Ha marcato bene Immobile, con ottimi movimenti: ha pensato al giocatore e non alla palla, come giusto che sia“.

Su Emanuelson: “Mi è piaciuto contro il Torino“.

Ancora sul Toro: “Erano messi bene, quando cerchi di prenderli così alti e accetti l’uno contro uno la palla capita che passi all’interno. Otto volte su dieci quel gol Bonera non lo prende, è stato un errore nel momento in cui si è messo male con il corpo ed è stato fregato in questo senso qua. Lui è molto bravo, si è solo girato dalla parte sbagliata. Forse anche la linea difensiva doveva scivolare di più dal lato della palla per dare più copertura. Emanuelson forse doveva essere più centrale”.

Su Milan-Torino: “La volontà di Clarence è quella di dare una sicurezza alla squadra, ossia difensiva, nel non rischiare determinate cose che in realtà sono successe e mi dispiace che l’uno contro uno sia successo proprio a Daniele che in quelle circostanze sa come comportarsi. Se vuoi andare all’attacco devi anche accettare a volte l’uno contro uno. E’ questo che vuole dare Clarence: ossia dare garanzia ma anche sfruttare le enormi qualità dei giocatori che ha davanti”.

Sul torneo in Qatar: “Sono contento per i ragazzi che hanno avuto la fortuna di poter partecipare a una manifestazione così importante paragonabile in tante cose a una Champions League. Si sono confrontati con realtà calcistiche diverse e si sono comportati bene. Sono contento che abbiate dato a tutti la possibilità di vederli”.