Mario e Pia: perché far credere che la maturità nel privato abbia legami con la maturità in pubblico?

balotelli 2 milan-cagliari (spaziomilan)
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Nel calcio, quando il privato si mischia con il pubblico, siamo tutti colpiti da un voyeurismo latente che ci fa credere di avere in mano la soluzione ad ogni problema. Il tifoso, come l’addetto ai lavori, può risolvere i problemi societari, quelli tattici, ma anche quelli dell’intimo di ogni protagonista del pallone. Da ieri, Mario Balotelli è papà a tutti gli effetti. Ed ognuno ha detto (o pensato) la sua in risposta a quel tweet che, di fatto, ha cambiato per sempre il presente e il futuro di un ragazzo di 23 anni. Oggi Pia ha un anno e, grazie a Dio, non ha assistito scientemente a tutti gli “stracci” che mamma, papà e personaggi esterni si sono tirati in questi lunghi, lunghissimi mesi.

Stracci che, spesso, sono passati dalle dichiarazioni pubbliche e dalla tv. Non è un caso che, dopo l’annuncio, Mario abbia dedicato il suo secondo tweet di giornata a Barbara D’Urso, che ha sicuramente tratto beneficio dalla saga familiare nei suoi programmi targati VideoNews, Mediaset. Esclusive su esclusive che, per chi non seguisse le dinamiche televisive, hanno creato attriti tra la conduttrice del Biscione e una delle dirimpettaie Rai, Lorella Landi, letteralmente “bidonata” da Raffaella Fico, che si era data febbricitante perché già in accordo con la D’Urso. Insomma: la Fico non si è risparmiata, va detto. E Mario, chissà in quale percentuale per assillo mediatico, ha recuperato in extremis una situazione che comunque, tra pochi mesi, sarebbe stata messa nero su bianco in Tribunale.

E veniamo al punto. Che, in questi casi, è connotabile al meglio con una sola parola: strumentalizzazione. Ovvero pensare, far credere, che la scelta di Mario di riconoscere Pia possa avere effetti positivi sulla professione. Far credere che la nuova “maturità” che ha portato l’uomo Balotelli a decidere di rendersi padre a tutti gli effetti possa cambiarlo in campo, in un mondo in cui la passione del tifoso va di pari passo con i vizi dei giocatori. Mario ha dato una grande prova nel suo privato, che da ieri, sicuramente, andrà ad una velocità diversa. Ma venderemmo fumo se identificassimo questa decisione come trampolino di lancio per una presunta redenzione pubblica. Lasciamo vivere il Balo papà, che avrà certamente tanto da dare alla sua Pia. Continuiamo, almeno noi, a parlare solo del Balo giocatore: è l’unica materia che, forse, davvero ci compete.