Al San Paolo l’ennesimo disastro, Taarabt unica vera nota positiva

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Anche se quella di ieri sera è stata la prima sconfitta del Seedorf allenatore, non si può certo dire che il tonfo di Napoli sia stato un fulmine a ciel sereno e che finora il Milan stava procedendo spedito in campionato. Quella del San Paolo è stata, infatti, l’ennesima prova incolore di una stagione da dimenticare, l’ennesima sconfitta meritata di una squadra che non ha ancora trovato la quadratura del cerchio e che, per questa stagione, probabilmente non la troverà. I partenopei sono stati superiori in tutti i reparti, ma questo si sapeva. Quello che ancora sorprende è vedere un Milan statico, senza grinta, senza corsa, senza voglia di reagire. La luce in fondo al tunnel non si vede ancora. IN RIBASSO.

Vero tallone d’Achille di questo Milan rimane, manco a dirlo, la difesa. Sono 44 adesso i gol subiti nelle varie competizioni, un’enormità se si pensa che siamo appena agli inizi del girone di ritorno. Come si intuiva, la colpa non può essere imputata all’allenatore, visto che con Seedorf continua la “tradizione” già vista con Allegri nelle ultime due stagioni. Il problema sta negli uomini. Il Milan non ha un solo difensore di livello, c’è poco da girarci intorno. È vero che i rossoneri non hanno, dal centrocampo in su, uomini che tornino a fare la fase difensiva, ma è anche vero che l’immobilità dei difensori rossoneri ieri sera al San Paolo era sotto gli occhi di tutti. Gli uomini di Benitez penetravano per vie centrali come un coltello penetra nel burro. IN RIBASSO.

Veniamo, adesso, a quella che, ahimè, è sembrata essere la vera notizia della serata: le lacrime di Balotelli. Come è stato sottolineato più volte da diversi giornali, notiziari e siti sportivi, il pianto in cui è scoppiato il numero 45 rossonero dopo la sostituzione ha fatto, più che impietosire, arrabbiare molti tifosi milanisti. Il ragionamento ricorrente è stato: “Pensi a correre e a impegnarsi, invece di piangere”. Per cui, lungi dal cercare di capire i motivi del pianto di Balotelli, i tifosi del Diavolo si sono concentrati sulla pessima prova di SuperMario, l’ennesima in questa stagione. Balo non ha finora dato prova, da settembre, di essere il campione che tutti aspettano, ma di mostrare quasi sempre un atteggiamento troppo svogliato e poco incisivo. Più che il trascinatore di questo Milan, ne  stato l’emblema del disastro. Speriamo solo che quelle lacrime rappresentino la scossa che serve a tutto l’ambiente. IN RIBASSO.

Veniamo, infine, all’unica nota lieta della serata, quell’Adel Taarabt che ha veramente stupito tutti. Sia chiaro, si tratta di un ottimo giocatore, che, però, in un Milan vincente come quello degli anni passati probabilmente non avrebbe mai giocato, nel senso che non avrebbe nemmeno fatto parte della rosa. Se le qualità del calciatore ci sono, quindi, è da evidenziare il fatto che ad emergere è stata soprattutto la grinta nel mare di immobilismo dei suoi compagni. Insomma, il marocchino è emerso perché è stato l’unico a mostrare una certa personalità, l’unico a correre, a tentare il dribbling e la giocata. Aspetti che in un Milan normale dovrebbero appartenere persino al portiere. Ma in una squadra in queste condizioni, ben venga un Taarabt così. IN RIALZO.