Inzaghi: “Domani conterà solo vincere! Clarence un grandissimo, applausi a Balo. Milan, casa mia”

Filippo Inzaghi è pronto alla sfida di domani contro l’Anderlecht. L’allenatore della Primavera rossonera ha parlato ai microfoni di Sky: “Sono felice, è una grande chance  essere arrivati a giocare una finale così tanto prestigiosa per il secondo anno di fila. Spero che i miei ragazzi facciano una grande partita, sarebbe bello vincere e togliersi questa soddisfazione, anche per il calcio italiano. Le mie rivincite in finale? Con me il destino è stato molto strano, mi ha dato la possibilità di giocare finali che avevo perso. L’anno scorso non c’ero a Viareggio, ma ho detto ai miei ragazzi che ci sarebbe stata la possibilità di affrontare l’Anderlecht in finale. Abbiamo fatto un bel torneo, poi quando arrivi in finale conta solo chi vince“.

Ancora l’ex numero 9: “Speriamo di portare a casa la coppa. Quello che mi rende più orgoglioso è come i giocatori seguono me e il mio staff, è qualcosa di straordinario. Cerco di preparare tutto al meglio, poi quando arrivi a certe partite speri di vincere. Questo gruppo si merita soddisfazioni di questo tipo, abbiamo fatto partite che resteranno nel cuore di questi ragazzi. Ieri abbiamo fatto una grande impresa perché ritengo la Fiorentina la miglior squadra italiana a livello giovanile. Via a gennaio? Galliani non ha mai voluto liberarmi. L’offerta è stata importante, il Milan non ha voluto e non ci ho neanche pensato, mi sarebbe dispiaciuto lasciare i miei ragazzi, il Milan è casa mia, voglio finire questa mia seconda avventura in panchina, poi vedremo. Il rapporto con Galliani è straordinario da sempre, mi corteggiava già dai tempi della Juve“.

Sul suo lavoro di allenatore: “La scelta di allenare? Avrei voluto giocare ancora, poi il Milan mi ha fatto questa offerta, ho deciso di smettere, è stato difficile, ma ho fatto la scelta giusta, iniziando questa nuova avventura che mi sta dando delle soddisfazioni incredibili. Il fatto che ieri nello spogliatoio facessero il mio coro mi ha riempito il cuore. Prima Squadra? No, sto benissimo dove sono. Partendo dalla Serie C sono arrivato sulla vetta del mondo. Faccio un passo alla volta e sono molto sereno. Sono molto felice che sia arrivato Clarence, è stato uno dei primi a chiamarmi ieri. Gli auguro tutte le fortune del mondo. Vado per la mia strada, facendo il tifo per il Milan e per Seedorf. Gli auguro di fare bene mercoledì contro l’Atletico. Il suo impatto?È stato buonissimo, va lasciato lavorare con calma, la situazione che ha ereditato non è facile, ha due anni e mezzo per riportare il Milan ai fasti, speriamo ce la faccia. È un mio grande amico”.

Su Balotelli e la sua posizione in campo: Non mi metto mai nei panni degli altri, preferisco parlare dei giocatori che conosco, in questo momento voglio parlare di Viareggio, poi Balotelli venerdì ha fatto un gol bellissimo. I miei ragazzi stanno maturando molto, poi è un po’ prematuro presentarli a San Siro, a parte Petagna e Cristante. Il settore giovanile sta facendo benissimo, abbiamo un buon gruppo, domani abbiamo una grande possibilità di vincere, anche se l’Anderlecht è un’ottima squadra, ha concetti di calcio all’avanguardia. Spero che i miei ragazzi ce la possano fare. In Italia basta una partita sbagliata per metterli in discussione. Penso però che il calcio italiano giovanile stia tornando a grandi livelli. Il fatto che noi e il Napoli abbiamo superato i nostri gironi di Youth League lo dimostra. Il calcio italiano è in crescita, domani sarebbe bello battere in una finale così importante una delle squadre più forti. Sarebbe un motivo di grande soddisfazione per noi“.

Sulla giornata di oggi: “Gilardino non si smentisce mai, è un mio grande amico, compagno di successi. Il gol più bello di giornata però credo sia quello di Emerson”. Infine un commento su Conte: “È bravissimo, i suoi successi parlano per lui, ogni allenatore sceglie i momenti giusti per fare determinate cose, Conte è molto bravo. Ho preso un po’ da tutti, ovviamente ho avuto dieci anni Ancelotti e spero di trasmettere un po’ di lui ai miei ragazzi“.

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