E adesso il Milan è senza punte…

E dire che, ormai da diverse campagne acquisti, è il reparto al quale la società sta riservando più attenzioni. Priorità assoluta di ogni sessione di mercato, è l’unica zona del campo nella quale la dirigenza sempre investire con piacere i (pochi) soldi messi a disposizione. Eppure, in un periodo così delicato e denso di impegni, il Milan si ritrova pieno di punti di domanda sul fronte attacco.

Il perché di questa solo apparentemente inspiegabile emorragia di punte è presto spiegata: Petagna è impegnato con la Primavera, Robinho non potrà essere a disposizione almeno per una quindicina di giorni. Ecco, allora, che si torna a parlare delle tante chiacchierate cessioni di Matri e Niang, tanto invocate a gran voce un mese fa quanto lette con una punta di rimpianto in più già da adesso.

Facendo la conta, è evidente che all’appello mancano soltanto Balotelli e Pazzini. Emblematica, a questo proposito, la riflessione fatta ieri da Clarence Seedorf: allo stato attuale delle cose i due non possono giocare insieme perché la squadra manca completamente di alternative in panchina e non può permettersi di correre il rischio di arrivare alla sfida contro l’Atletico completamente sguarnita. Può sembrare incredibile, eppure è la dura realtà.

Volendo tirare le fila, è ormai riconosciuto da tutti che nell’impostazione delle ultime campagne acquisti siano stati fatti degli errori macroscopici, figli del poco denaro a disposizione, ma anche della superficialità (perché spendere 11 milioni per un attaccante dato in prestito a cuor leggero alla Viola dopo meno di sei mesi, ad esempio?). Che Balotelli non è in un momento di forma memorabile, che Pazzini meriterebbe di vedere molto di più il campo, ma deve fare la riserva di lusso per paura di restare del tutto scoperti. Se non è una contraddizione questa…

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