Monto e la Juve: più di un anno dopo, una fascia al braccio in più ma pochi lampi. L’analisi

Milan-Juve anche se non è una sfida scudetto non può essere una sfida come le altre. Soprattutto sarà speciale per Riccardo Montolivo. Il centrocampista del Milan, capitano da questa stagione, nella scorsa stagione proprio contro i bianconeri indossò per la prima volta questa gloriosa fascia. Un attestato di stima per un giocatore appena arrivato ma che aveva conquistato da subito tutto lo spogliatoio.

L’anno scorso la fascia fu determinata dall’assenza di Ambrosini ed Abbiati, quest’anno invece il capitano, il leader scelto è lui. L’investitura è arrivata con Allegri ma anche con Seedorf, quando l’ex Viola è stato disponibile, si è proseguito nel segno della continuità. Contro la Samp il Monto ha disputato una delle sue migliori partite stagionali. La critica non l’ha risparmiato anche perché in un centrocampo avaro di qualità, il numero 18 è quello che deve accendere la luce in mezzo e in questa stagione è rimasto troppo spesso al buio. L’anno scorso la vittoria in casa contro la Juve diede il via alla rimonta rossonera, chissà che l’ottima prova di Marassi non sia stata la gara della svolta anche per il capitano. Un periodo questo che è sempre stato florido per il giocatore che dodici mesi fa segnava gol pesantissimi contro il Chievo (rete della vittoria) e contro la Fiorentina (2-2 risultato finale al Franchi).

Il nuovo modulo di Seedorf lo penalizza sul piano degli inserimenti e delle conclusioni a rete ma in fase di possesso può allargare il suo raggio d’azione ed essere più decisivo nella zona più cruciale del campo. L’arrivo di Essien ha aumentato la concorrenza ma il Milan non può prescindere dalla qualità di Montolivo, che però deve cambiare passo e dimostrare a tutto l’ambiente che quella ‘C’ che porta sul braccio è meritata.

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