Napoli: Higuain cecchino, fase difensiva carente

Gli avversari
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Questa sera il Milan fa tappa al San Paolo per affrontare il Napoli di Rafa Benitez. I partenopei, nonostante siano stabili al terzo posto, non stanno attraversando un buon momento: nelle ultime tre gare di campionato hanno raccolto soltanto due punti, tanto che nell’ultimo turno hanno subito una pesante sconfitta per mano dell’Atalanta, e mercoledì sera sono stati battuti dalla Roma nell’incontro valido per l’andata della semifinale di Coppa Italia. Insomma, i rossoneri si apprestano a incontrare il peggior Napoli della stagione: non sono concessi passi falsi.

Punto di forza: attacco.
In forma o non in forma, là davanti, il Napoli fa paura. Gli uomini di Benitez, quando sono in possesso palla e dispongono per gli spazi per colpire, sanno essere devastanti. I trequartisti esterni del 4-2-3-1, Callejon, Insigne e Mertens, dispongono di rapidità, cambio di passo, propensione all’azione personale e al dribbling e di una buona tecnica. Per i nostri terzini, in particolar modo per Emanuelson, si prospetta un compito difficile. Inoltre, alle spalle del centravanti, agisce Marek Hamsik. Il fantasista slovacco è appena rientrato da un infortunio e in questa stagione non ha ancora evidenziato un rendimento continuo, ma annovera nel proprio repertorio grandi qualità balistiche accompagnate da dinamismo, senso del gioco, inclinazione all’inserimento e alla conclusione dalla distanza e personalità. Il fiore all’occhiello del reparto avanzato del Napoli, però, è Gonzalo Higuain. Prima punta che fa del senso del gol la propria arma migliore, El Pipita è un pericolo costante per qualsiasi difesa. Guai a concedergli occasioni.

Punto debole: fase difensiva-difesa.
Dal momento che i trequartisti non ripiegano mai, il Napoli incontra grossi problemi nella fase di copertura. I due centrocampisti rimangono bloccati e si dedicano in prevalenza alla fase di recupero palla ma, in linea di massima, non bastano per proteggere una difesa non sempre all’altezza della situazione. Se uno dei due centrocampisti fosse Jorginho, bravo in impostazione ma poco fisico e non efficace in interdizione, la fragile retroguardia partenopea rischierebbe di andare in affanno. I terzini spingono molto, si propongono in avanti con puntualità, ma non coprono a dovere e spesso vengono superati negli uno contro uno. Infine, i difensori centrali dispongono di fisicità e tecnica di base, ma evidenziano problemi in merito alla mobilità e al senso della posizione: non sono fenomeni, capita che commettano svarioni e regalino palle gol.

Giocatore chiave: Gonzalo Higuain.
Centravanti d’area, che nella stagione in corso ha già segnato 15 gol in 29 presenze, l’argentino è l’uomo più pericoloso del Napoli. Trova la via della rete con naturalezza, ha un ottimo stacco di testa e buone doti tecniche. Con il trascorrere dei mesi, ha imparato anche a tenere palla e giocare di sponda, favorendo di conseguenza gli inserimenti dei compagni  e facendo salire la squadra. Con Higuain in campo, per i difensori avversari, le insidie sono dietro l’angolo.