In Europa il Milan si trasforma, ma dopo i gironi spariscono i gol…

Se è vero, ormai quasi una regola scritta, che il Milan in Europa si trasforma, ci sono anche dei numeri, pieni di polvere ma reali allo stesso modo, che mettono di fronte i rossoneri ad un serio problema in attacco: la preoccupante assenza di gol, negli anni, nel corso della fase ad eliminazione diretta della Champions.

Da Ancelotti ad Allegri, passando per Leonardo e mercoledì sera anche da Seedorf, che ha confermato la statistica. Di esempi ce ne sono fin troppi. Come gli ottavi di finale contro l’Arsenal nel 2008, all’andata 0 a 0 all’Emirates Stadium e al ritorno 2 a 0 per i Gunners con Fabregas e Adebayor. Stessa storia nel 2010 contro il Manchester United, quando all’Old Trafford, dopo il 2 a 3 di San Siro, il Milan si sciolse sotto i colpi di Rooney e compagni per 4 a 0 (nella ripresa, con Ambrosini difensore centrale). E come dimenticare l’anno successivo, probabilmente il peggiore della storia recente in questo senso, con il Diavolo che riuscì nell'”impresa” di venir eliminato dal modesto Tottenham senza riuscire a segnare nemmeno una rete (0 a 1 in casa, Crouch; 0 a 0 fuori). Allora Seedorf uscì in lacrime, mentre contro i Colchoneros di Simeone Clarence ha mostrato orgoglio e si è detto fiero della sua squadra. Questo, senza dimenticare i due anni con di “mezzo” il 3 a 0 dell’Arsenal a Londra, lo 0 a 0 del Milan contro il Barcellona nel 2012 e ancora il 4 a 0 subito al Camp Nou l’anno scorso.

La lista ha radici più profonde e passate, ma basti pensare che nelle 13 sfide più recenti di Champions dopo i gironi, il Milan in ben nove occasione non ha fatto centro. Problemi e limiti, di sicuro un dato di fatto non da Milan. Nemmeno questo, lontano dagli anno d’oro ma comunque affascinante come quella musichetta che piano piano sta diminuendo di volume. E l’attacco, da tempo, il suo cinismo.

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