Luci spente a San Siro: quando le mura di casa sono meno “amiche”

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I numeri del Milan in questa stagione sono tutt’altro che esaltanti, almeno per quanto riguarda le competizioni nazionali, con i rossoneri decimi in classifica in campionato ed eliminati dalla Coppa Italia ai quarti da un’Udinese tutt’altro che irresistibile. Il quadro diventa ancora più tetro se guardiamo alle partite disputate a San Siro, dal quale un tempo le squadre andavano via sempre (o quasi) con un pugno di mosche in mano, mentre oggi tutte paiono poter prendere punti preziosi per i loro obiettivi, che siano la salvezza, la qualificazione ai posti europei o lo scudetto. Le statistiche sono impietose: escludendo la Champions, delle tredici partite disputate nell’impianto di Via dei Piccolomini, i rossoneri ne hanno vinte solo sei, pareggiandone quattro e perdendone tre, due in campionato contro Napoli e Fiorentina, ed una in Coppa proprio contro i friulani di Guidolin.

Circoscriviamo il discorso al solo campionato: dei trentatre punti a disposizione, la squadra rossonera ne ha conquistati solo diciannove, lasciandone ben quattordici per strada, molti dei quali contro squadre sulla carta ben inferiori. Per quanto riguarda il computo dei gol, solo quindici realizzati (a fronte dei venti in trasferta) e dieci subiti, cioè quasi uno a partita. Numeri, dunque, a dir poco negativi per una squadra che in una stagione difficile come quella attuale dovrebbe far valere ancora di più il fattore casa. Le ragioni di un andamento così preoccupante? Si può solo provare ad ipotizzarle: l’atteggiamento spesso remissivo delle squadre che vengono a San Siro, che tendono a chiudersi intasando gli spazi nelle retrovie; l’ambiente non certo facile nel quale si disputano le partite, dato che il pubblico, giustamente spazientito per l’andazzo della squadra, tende a fischiare e contestare al primo accenno di errore, facendo mancare incitamento e supporto alla squadra.

Per ora, con l’avvento di Seedorf si sono avute una vittoria col Verona per 1-0 ed un pareggio col Toro per 1-1 dunque siamo “nella media”; al tecnico olandese il compito non facile di invertire la rotta e far sì che nelle prossime otto partite casalinghe, a partire dal match del quattordici col Bologna, il Meazza torni ad essere un fortino inespugnabile e che da Milano parta la rinascita rossonera alla ricerca dei piani alti della classifica.