Arriva Agazzi, Amelia non rinnova e Gabriel in prestito per il rilancio

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Se la difesa esce dal mercato malconcia e poco riparata, se il pacchetto trequartisti risulta intasato, per l’anno prossimo almeno una situazione pare essersi dipanata: quella dei portieri. Amelia, Abbiati, Gabriel e Coppola hanno vissuto una stagione altalenante (fatta eccezione per Coppola mai entrato in campo), con più bassi che alti e un continuo ricambio che più che far pensare ad un abile turn over per far giocare tutti, pareva un “non so chi mettere, tanto l’uno vale l’altro”. A complicare le cose è arrivata anche la notizia dell’innesto, ormai certo, di Michael Agazzi a giugno. Qualcuno dovrà di sicuro partire.

Il piano di Galliani e Seedorf è quello di dare la maglia col numero 1 subito ad Agazzi, che a 29 anni andrebbe a ricoprire il ruolo di primo portiere del Milan. L’ad rossonero proprio oggi ha smentito che l’affare non è ancora concluso ma circolano voci su un accordo fino al 2016 quantomeno in dirittura d’arrivo. Con Agazzi primo, ci sarà anche il rinnovo di Abbiati che, come da lui stesso dichiarato, resta volentieri a fare il secondo, dando una mano con la sua esperienza al reparto. Il terzo dovrebbe rimanere Nando Coppola, se arriverà il rinnovo; Amelia e Gabriel restano due punti interrogativi.

Marco Amelia è stato già più volte vicino alla cessione e di sicuro non rientra nei piani della dirigenza rossonera. Il suo contratto in scadenza fa gola a diversi club, tra cui Cagliari e Torino che con lui in porta farebbero un gran bel salto di qualità. Situazione diversa e molto più complessa quella del giovane portiere brasiliano: Gabriel ha avuto la possibilità di andare a giocare altrove in prestito per farsi le ossa, ma la destinazione Reggina non è stata di suo gradimento. Per l’anno prossimo si prevede che piuttosto che fare il terzo e arrugginirsi in panchina, Gabriel, 21 anni, vada a giocare in prestito per mettere sul groppone due o tre anni di esperienza che gli consentirebbero di tornare poi al Milan in grande stile. Una bocciatura amara che però ha il sapore del rilancio.