Primavera, la Champions non può essere un rimpianto: applausi. Ecco i futuri campioni ai raggi X

La roboante sconfitta di Londra contro una delle migliori formazioni giovanili d’Europa non può diventare un rimpianto in casa Milan. Lo sa benissimo Inzaghi, che conosce il reale valore di questa squadra, e lo sa benissimo Adriano Galliani, che prima della partenza del gruppo per l’ottavo di finale credeva veramente che fosse possibile l’impresa. Impresa, sì, perché contro realtà europee di club che investono per il proprio settore giovanile le stesse cifre che il Milan investirà per il riscatto della coppia Taarabt-Rami, allora ecco che capisci dove nasce il divario tecnico fra i rossoneri e il Chelsea. Ma i migliori elementi non smettono di sorprendono: scopriamoli ad uno ad uno.

Stefano Gori – Portiere, classe ’96
Arrivato al Milan neanche un mese fa, il giovane ex Brescia si è subito presentato alla squadra in maniera positiva e anche grazie a lui è arrivata l’importante vittoria nella Viareggio Cup. E’ vero, nella sconfitta di Londra c’è anche il suo zampino (due errori netti su quattro gol subiti, ndr), ma questi non devono diventare alibi per una squadra che non è mai veramente scesa in campo. Filippo Galli, direttore del Settore Giovanile, ho la fortemente voluto in rossonero: diamogli retta, un motivo ci sarà.

Davide Calabria – Difensore, classe ’96
Ha la fortuna di poter lavorare con mister Inzaghi da due stagioni e i risultati della sua crescita sono esponenziali. Interpreta il ruolo di terzino destro con grande personalità e fiducia, sicuro dei propri mezzi: ha un ottimo piede che anche in fase offensiva fa la sua figura. Favorito dal ko di Rondanini, Calabria si sta imponendo sempre come titolare e la Coppa Carnevale, per una bella fetta, è anche merito suo. La strada, sicuramente, è quella giusta.

Stefan Simic – Difensore, classe ’95
E’ l’emblema del nuovo interesse del Milan per il proprio settore giovanile. Arrivato in rossonero quest’estate dopo un’attenta attività di scouting, Simic si era presentato come terzino destro di spinta. Poi è subentrato Inzaghi, che lo ha spostato in mezzo alla difesa e da lì non l’ha più tolto: personalità, cattiveria e grinta fanno di lui un perno di questa Primavera. Ha mancato la finale del Viareggio per un problema fisico, ma non mancherà i prossimi appuntamenti in campionato: l’obiettivo Final Eight, con lui, è più vicino.

Alessandro Mastalli – Centrocampista, classe ’96
Se non lo avete ancora mai visto giocare, vi siete persi un grande spettacolo. Ha il fisico di Gattuso e l’intelligenza tattica di Seedorf: è il prototipo del centrocampista moderno. Corre due volte rispetto agli avversari e sa sempre farsi trovare pronto, sia in fase difensiva che in fase offensiva, come in occasione del gol chiudi-partita in finale al Viareggio. Era capitano negli Allievi di Inzaghi, poi quest’anno prima di trovare continuità ha subìto il salto in Primavera. Adesso, però, si sta riprendendo tutto. Con gli interessi.

Andrej Modic – Centrocampista, classe ’96
Sarà che i giocatori di qualità si contano ancora sulle dita di due mani in questo calcio tutto muscoli e corsa. Sarà che quando tocca palla sembra dare colore al gioco rossonero. Sarà che Inzaghi, da quando gli ha dato continuità, adesso non può più farne a meno. Modic è il cervello della Primavera, centrocampista centrale davanti alla difesa. “Alla Pirlo” è un paragone scomodo, banale e superficiale: “alla Modic”, semplicemente.

Zan Benedicic – Centrocampista, classe ’95
Milita nel settore giovanile rossonero oramai da parecchi anni, ma con Inzaghi è rinato. Determinante come non mai, Benedicic in questa stagione ha saputo prendere in mano la Primavera rossonera e adesso il 10 dalle spalle non glielo leva più nessuno. Segna, corre e lo trovi dappertutto. A volte esagera, come in occasione del rosso nella finale del Viareggio, ma è perché desidera strafare. E non è un fattore negativo a 19 anni.

Marco Pinato – Centrocampista, classe ’95
E’ senza dubbio uno dei punti fermi di questa Primavera. Nasce come laterale basso con Dolcetti, ma con Inzaghi arriva addirittura a fare il trequartista: fa della sua duttilità un’arma che nel calcio moderno può portare molto lontano. Ha già assaggiato la Prima Squadra ed era il miglior marcatore della squadra in Youth League: un centrocampista col vizio del gol.

Michael Fabbro – Attaccante, classe ’96
E’ stato l’asso nella manica di Inzaghi per vincere il Viareggio. Fabbro è un attaccante che fa della rapidità la sua arma migliore, dimostrando anche una grande dose di personalità e cinismo sotto porta: proprio nella Coppa Carnevale, è stato suo il gol del vantaggio rossonero in finale contro l’Anderlecht. Inzaghi lo usa col contagocce, preceduto da Petagna, Barisic e Vido: merita più spazio, merita di dimostrare tutto il suo grandissimo talento ancora da scoprire.

(Foto: acmilan.com, la squadra nel riscaldamento prima della gara col Chelsea di Youth League)

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