DeSci, calvario senza fine per il rossonero più ambito in Europa

Questione di “sfiga”. Forse di più. In questo Milan ce n’è proprio tanta. Specie se il pensiero va ai “diamanti” di questa squadra, quelli esplosi nella scorsa stagione e sui quali si sono concentrati gli interessi di tanti club e riposte le attese dei tifosi italiani in chiave Nazionale. Due nomi su tutti: Stephan El Shaarawy, praticamente mai visto quest’anno, e Mattia De Sciglio, uscito malconcio anche dal match di domenica scorsa contro la Lazio. Il tackle di Lulic ha provocato un trauma distorsivo della caviglia destra con almeno due settimane di stop.

Per DeSci è una sfortuna senza fine, visto che siamo al quinto ko della stagione: dalla distorsione al ginocchio post-Confederations Cup al menisco, dall’infiammazione al ginocchio destro all’entrata di Insua dell’Atletico Madrid fino all’intervento di Lulic sulla caviglia. Perdere un giocatore del genere per la spedizione azzurra in Brasile sarebbe una ulteriore sfortuna per tutto il calcio italiano, nonchè una mazzata psicologica di vaste proporzioni sul ragazzo.

Nel valutare i mali di questo Milan occorre mettere sul piatto della bilancio anche questi episodi che hanno colpito uno dei talenti di maggior classe del pallone nostrano. Accettare offerte faraoniche per De Sciglio dopo una stagione del genere, segnata da infortuni, aprirebbe quantomeno la strada ai rimpianti.

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