Un De Sciglio a due facce: l’analisi

Da Udine, oltre alle ridotte speranze di raggiungere l’Europa League, giungono, purtroppo, segnali poco positivi da elementi che, sulla carta, possono rappresentare i pochi bagliori di quest’annata infelice.

Fra questi troviamo certamente Mattia De Sciglio. Che il numero 2 rossonero non stia attraversando un buon momento è sotto gli occhi di tutti. Nonostante sia tenuto in considerazione da Prandelli (ricordiamo i 45 minuti giocati contro la Spagna mercoledì scorso), la prestazione di Udine ha mostrato infatti un calo di gioco e di attenzione. La sua gara è stata altalenante: un primo tempo con alcune disattenzioni compensate però da due ottimi cross che hanno portato Pazzini vicino al gol; un secondo tempo sottotono come il resto della squadra. Possibile che un ragazzo giovane e talentuoso come De Sciglio arrivi a fornire prestazioni con pochi alti e molti bassi? Chissà, forse quei minuti giocati in Nazionale hanno influito sul rendimento nella gara del Friuli, ma non può e non deve essere una scusante.

Eppure le parole di Galliani riguardo le partite infrasettimanali hanno il sapore di una velata polemica nei confronti del Ct Prandelli (e non solo). Tuttavia, è chiaro che la rosa rossonera appare in evidente ritardo di condizione: la gestione Seedorf è stata finora caratterizzata da buoni primi tempi e da cali nella ripresa. E tornando a De Sciglio, vederlo appannato stride un po’ dopo quello che ha saputo mostrarci la scorsa stagione. E’ giovanissimo: così come non bisogna esaltarlo, è giusto stargli vicino nei momenti di difficoltà come questo. È del resto un patrimonio del Milan, un talento prodotto dalla ‘cantera’ che va salvaguardato.

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