Maldini Milan: "Barbara Berlusconi mi voleva, ma non c'è un progetto"

Paolo Maldini: “Barbara Berlusconi non credo sia esperta di calcio e calciatori. Galliani? Non si vince da soli. Su Allegri…”


Un difensore all’attacco. Sono accuse lontane e profonde quelle di Paolo Maldini, nell’intervista di stamane a La Gazzetta dello Sport, a protezione del simbolo Milan e del concetto e senso di squadra. L’eterno, glorioso ex capitano rossonero non accetta l’atteggiamento della società, da Galliani a Barbara Berlusconi, è questo il vero probelma: “Non c’è nessun progetto. Sia chiaro: non sputo nel piatto dove ho mangiato, soffro solo a vedere il Milan in queste condizioni“.

Queste le feroci parole contro Galliani: “E’ un grandissimo dirigente, ma il Milan che pure ha tanti dipendenti è sottostrutturato a livello sportivo. Se arriva un allenatore che dice che Pirlo non serve più al Milan, ci deve essere qualche dirigente che sottolinei che a livello sportivo continua ad essere un patrimonio del club. Galliani si crede onnipotente, non ricorda che tutti i successi non sono arrivati unicamente grazie a lui, ma anche grazie ad un gruppo che sapeva gestire lo spogliatoio. Se qualcuno non rigava dritto ci pensavamo noi. Se è da mandare via? Non sta a me dirlo. Però al Milan è rimasta solo la passione, mancano idee e progettazione. Nel 2007 dissi a Galliani: ‘Non pensiamo di essere i migliori, non è così’. Sapevo che senza rinnovamento sarebbe iniziata la caduta, ma la botta finale è arrivata con le cessione di Ibra e Thiago Silva“.

Così, invece, su Barbara Berlusconi: “Abbiamo avuto due colloqui, Barbara mi voleva nel Milan, ma dopo la divisione delle cariche non ho più sentito nessuno. Mi era stato detto che sarei stato il successore di Galliani per l’area tecnica, ma non c’è stato un seguito. Io ero pronto per un ruolo nell’ambito sportivo. Se saprà gestire il Milan? Dipenderà da chi si circonderà. Non credo sia esperta di calcio e calciatori“.

Sul mercato: “Gli acquisti dovrebbero essere funzionali al gioco, i parametri zero ti possono andare bene una volta, ma la seconda no. Affidarsi sempre ad un procuratore è ugualmente rischioso. In società non c’è un direttore sportivo, quando Leonardo spinse per me nel ruolo di ds, Galliani rispose che è una figura superata. Il Milan a livello strutturale è indietro anni luce rispetto a squadrae ben più piccole, non può competere con la Juventus e non è più tra le prime 10 d’Europa“.

Su Silvio Berlusconi: “La situazione attuale fa capire che non è molto coinvolto, il Berlusconi che ho conosciuto io dava indicazioni diverse dal punto di vista sportivo“. Sulla Curva Sud: “Ho sempre odiato l’idea di dover andare a parlare con loro, non ho mai accettato che dei ragazzi più giovani di me mi dicessero di impegnarmi di più, io che ero quello con più presenze. Se non sei soddisfatto mi fischi, ma finisce lì. Ricordo che nel 2007, quando abbiamo vinto tutto, siamo rimasti senza tifo per 6 mesi: lì mi sono arrabbiato, non capivo“.

Infine, su Allegri: “Esonero? La situazione in classifica era brutta, ma non ho mai pensato che un altro allenatore potesse fare meglio o dare una svolta alla stagione“.

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