Kakà, come una finale Mondiale

Come una finale. Tornerà a Madrid da avversario Kakà, in quello che sarà un piccolo derby personale e sentito. Non si possono cancellare 4 anni difficili ma comunque di carriera per un professionista simile, capace di collezionare 120 presenze nel Real Madrid prima di dire ancora sì al Milan: impossibile rifiutare il richiamo di casa.

Con i Blancos Ricky ha affrontato i Colchoneros in 3 occasioni: tutte al “Calderon”, solo vittorie. Kakà sa come batterli, sa anche come segnare visto che quasi 4 anni e mezzo fa, proprio in questo stadio, mise la firma iniziale per il 3 a 2 finale. Ha esperienza, classe e carisma da vendere, è uno dei pochi, insieme a Balotelli, che la squadra di Simeone teme davvero. Stasera conta solo vincere, per il Milan e per Kakà, al di là di quello che si è fatto fino adesso, nel bene e (soprattutto) nel male. Kakà oggi si gioca il Mondiale. Avrà gli occhi del Mondo puntati addosso, vivrà una notte d’Europa unica, la grande occasione finale per conquistare quel benedetto Brasile 2014 che per ora rimane lontano. In caso di fallimento, le speranze crollerebbero e con il solo campionato rimasto sarà difficile lasciare il segno.

Il Milan si affida a Kakà, come i tifosi. La sensazione è che alla fine saremo qui a commentare un’eliminazione? Seedorf e squadra non la pensano così e Kakà è uno dei rari, rarissimi e magici giocatori che potrà trascinare il Diavolo all’impresa. Ora o mai più.

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