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Dall’Atletico al Parma: il fondo è stato toccato. I nostri “in ribasso”

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In casa Milan si conclude una settimana fallimentare sotto ogni punto di vista. Giunti al momento della verità, nonché chiamati a salvare una stagione a dir poco deludente, i rossoneri peggiorano la situazione e concludono anzitempo la stagione. Andiamo però con ordine. Martedì sera un Milan reduce dalla pessima sconfitta contro l’Udinese fa tappa al Vicente Calderon.

L’obiettivo è quello di ribaltare il risultato dell’andata e superare il turno. Peccato che Clarence Seedorf presenti un Milan troppo sbilanciato e sbagli in pieno la formazione. Il tecnico olandese preferisce lasciare fuori De Sciglio (per giunta squalificato in campionato) e riproporre Emanuelson, vittima delle scorribande dei Colchoneros, mentre un Essien poco utilizzato non riesce a essere utile alla causa. Inoltre, Balotelli perde un’altra occasione per incidere ed effettuare il salto di qualità: appare svogliato e non garantisce profondità. Dopo due minuti, l’Atletico Madrid è già in vantaggio: Essien perde palla, Emanuelson viene saltato sulla sinistra e Diego Costa, dopo avere anticipato Rami, supera un Abbiati che nemmeno tenta l’uscita. Il pareggio di Kakà, che insieme a De Jong si salva la faccia, è soltanto un’illusione. Gli uomini di Simeone temono di subire il due a uno, è vero, ma a fine primo tempo tornano in vantaggio grazie a un gol fortunoso di Turan ma viziato da un Milan troppo lungo e poco organizzato. Nella ripresa la situazione peggiora e i Colchoneros, che dispongono di spazi per colpire in contropiede, dilagano. Prima Raul Garcia sfrutta la classica disattenzione su palla inattiva, poi un Diego Costa che perfora la nostra difesa con estrema facilità scrive la parola fine sul discorso qualificazione. IN RIBASSO.

Insomma, il Milan esce a testa bassa da quello che da tempo è considerato il suo habitat: la Champions League. Ne consegue che, vista anche la disastrosa posizione di classifica, il popolo rossonero inizi la contestazione. Tutti sono sotto accusa. Gli ultras prendono di mira i giocatori, che finora hanno disputato un campionato caratterizzato da superficialità e mancanza di professionalità, e Adriano Galliani, che ad agosto aveva dichiarato che la curva non avrebbe dovuto dispensare consigli di mercato e che viene accusato di non essere stato in grado di creare una rete di osservatori e di non saper mettere a segno colpi di mercato a basso costo. I tifosi si danno appuntamento a San Siro, alle ore 13.00 di oggi, per dare il là alla manifestazione. Il tutto in attesa attesa di Milan-Parma. IN RIBASSO.

Milan-Parma, ultima possibilità per tentare di entrare in Europa League (obiettivo dichiarato dalla dirigenza subito dopo la débâcle di Champions League), va in scena alle 15.00 di oggi pomeriggio. E come accaduto martedì sera, già dopo pochi minuti, i rossoneri mettono a nudo tutti i loro limiti e passano in svantaggio. Cassano, approfittando del fatto che il Milan non sia per nulla compatto, riesce a lanciare Schelotto che, per colpa di un erroraccio di Emanuelson e di un’uscita pessima di Christian Abbiati (espulso appena commesso il fallo), si guadagna un rigore. Rigore che Cassano trasforma con facilità. Il copione non cambia e nella ripresa arriva il raddoppio del fantasista di Bari Vecchia. Il Milan rischia l’impossibile, ma riesce a pareggiare grazie a un colpo di testa vincente di Rami e a un rigore generoso realizzato da Mario Balotelli. Ma al 77′, un altro contropiede porta di nuovo in vantaggio il Parma: Amauri anticipa Mexes e segna il tre a due. E a tempo scaduto, arriva anche la firma di Biabiany, che di testa sfrutta una serie di rimpalli e scrive la parola fine sulla partita. Il Milan è fuori da tutto. La stagione si conclude con una netta disfatta, mentre la protesta dei tifosi continua e il ciclo rossonero si conclude. IN RIBASSO.

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